Ora il cambio in panchina porterà nuove cose, almeno si presume. Siamo, però, già al terzo stop dell’anno agonistico causa nazionali, e inizia a essere più facile dare un bilancio su questa prima parte della stagione. Raffaele Palladino dovrà lavorare molto e bene, spendendosi molto su un lavoro di coraggio offensivo e una mentalità meno rinunciatario rispetto a quanto si è visto in alcune occasioni, soprattutto tramite alcuni messaggi veicolati da alcuni cambi, anche quando poi le cose sono andate bene (vedi Marsiglia con il gol poi diventato decisivo ai fini del risultato). Proprio in questo è parso mancare Ivan Jurić, che pure nel complesso avrebbe meritato due o tre punti in più almeno, specie per quanto riguarda il periodo di circa un mese e oltre fa, tra Como e Lazio: due 0-0 che avrebbero dovuto essere vittorie, o giù di lì. La sorte, nel calcio, conta però fino a un certo punto, se le problematiche di risultato si trascinano così sul lungo periodo e non si vince, almeno in campionato, per lungo tempo. La classifica, purtroppo, ora è corta fino a un certo punto. Dalla zona Europa, comunque, sono cinque punti al momento. Forse la Champions, a livello di nuova conquista di un posto nella Coppa dalle Grandi Orecchie, è al momento un miraggio. Ma questo nuovo mister vanta un filotto lunghissimo a Firenze, ambiente ben più complicato rispetto a Bergamo, e idee malleabili in base a quanto ha a disposizione. Il cambio, forse, è arrivato al momento giusto per provare a riaggiustare il piatto…



Bilancio molto negativo, ovviamente. Unico aspetto positivo, aver sconfitto il suino a casa sua. Suino che sta ancora piangendo…