Le riflessioni dell’ex tecnico sulla sfida di sabato
Le incognite della sosta incidono sulla sfida del Maradona
Nel suo intervento a “1 Football Club”, il programma condotto da Luca Cerchione su 1 Station Radio, Stefano Colantuono ha spiegato come le pause per le Nazionali rendano “sempre complicate le previsioni alla ripresa del campionato”. L’allenatore ha sottolineato che Napoli e Atalanta arrivano alla sfida del weekend in condizioni simili, proprio a causa dell’alto numero di giocatori convocati.
Colantuono ha ricordato che, dopo lo stop, la gestione delle energie spesso diventa imprevedibile: «Quando ci sono le pause per la Nazionale è sempre un bel terno al lotto alla ripresa, soprattutto per i club che mandano tanti giocatori in giro, come il caso del Napoli. Lo stesso discorso vale anche per l’Atalanta, quindi sarà da vedere».
Ha poi definito l’incontro «una partita importante» e ha aggiunto che si aspetta una gara «anche bella perché sono due squadre forti». Riflettendo sul momento dei nerazzurri, ha osservato che «l’Atalanta ha avuto un momentino di difficoltà, tant’è che la società ha deciso per il cambio di allenatore».
La classifica degli azzurri e il tema della presunta crisi
Nella seconda parte dell’intervista, Colantuono ha affrontato l’argomento più dibattuto delle ultime settimane: la presunta crisi del Napoli. Da parte sua, l’ex allenatore nerazzurro ha escluso qualsiasi campanello d’allarme, facendo notare come la squadra sia pienamente in corsa.
Il tecnico ha dichiarato: «Non comprendo chi parli di crisi, a meno che si aspettasse che oggi il Napoli fosse primo con 10 o 15 punti di vantaggio sugli altri». Ha aggiunto che «il campionato è equilibrato, vivo, si sta giocando» e che il Napoli «è lì a lottare per lo scudetto, come tutti si aspettavano».
Colantuono ha interpretato le tensioni percepite all’esterno come una strategia dello staff tecnico: «Non vedo grandissime problematiche. Credo Antonio voglia tenere tutti sulla corda, andando a stimolare un po’ gli animi». E ha concluso ricordando che questo tipo di gestione fa parte della vita da allenatore: «A volte lo si fa, capitava anche a me di stuzzicare dove non ce n’era bisogno, solo per tenere calciatori e ambiente sempre sul pezzo».


