Da “timido anatroccolo” a “splendido cigno”. Sono le ardite metafore scelte dalla Gazzetta dello Sport per definire la trasformazione dell’Atalanta dall’ingresso in panchina di Raffaele Palladino. Secondo il quotidiano in rosa, la Dea dopo il poker al Genoa nell’ottavo di finale di Coppa Italia è finalmente tornata se stessa.
Il cigno di Palladino
“Un’interpretazione solida e spumeggiante. Quattro gol e due legni senza Lookman, Ederson, Kossounou, Zappacosta e Carnesecchi – continua la Rosea toccando anche il tema del turnover -. La qualità non manca e la squadra sta beneficiando del lavoro difensivo degli attaccanti. L’Atalanta e tornata e sogna di sollevare la Coppa Italia”.


