Dal terzino destro del Mondo al quinto del Gasp, un salto generazionale e tattico mica da ridere. Oggi, venerdƬ 5 dicembre, fanno 66 candeline per Renzo Contratto, dopocalcio da procuratore mentre in campo era un mastino di quelli che s’incollava come un tafano, e una trentina precisa per Timothy Castagne, alla terza stagione al Fulham sotto il portoghese Marco Silva dopo il triennio al Leicester col nordirlandese Brendan Rodgers. Il secondo, nazionale belga di etnia vallone, nemmeno sarebbe dovuto approdare da queste parti, visto che la prima scelta era Thomas Foket del Gent cui fu riscontrato un vizio cardiaco: il “borola” arrivò il 7 luglio 2017 da scelta di ripiego, proveniente dal Racing Genk come successivamente Ruslan Malinovskyi e Joakim Maehle. Resterebbe Giovanni Di Davide, nato a Trieste il 5 dicembre 1934, riserva del portiere titolare Ezio Galbiati, toccata e fuga: due gol presi dalla Pro Patria a Busto Arsizio a fine stagione, 3 giugno ’56, per sparire nel nulla.
Contratto, il terzino del Mondo
Nato a Borgaro Torinese, cresciuto a LeinƬ e diventato qualcuno nella Fiorentina degli anni ottanta del secolo scorso, contratto nellāAtalanta trovò Emiliano Mondonico a regalargli un meritato supplemento di carriera e una cittĆ intera ad accoglierne la famiglia, tanto da indurlo a stabilirsi qui (zona via Tasso) in pianta stabile. Cresciuto nel Barcanova Torino, in nerazzurro, da trentenne, la Dea da Europa dei tempi del Mondo e di quelli immediatamente successivi alla prima parentesi del tecnico di Rivolta dāAdda.
Con Bergamo ĆØ Contratto a vita
Proiettato nel calcio che conta in viola dopo lāapprendistato a Mantova, Alessandria e Pisa (unica rete in 470 da pro più 6 nell’Italia Under 21), conobbe da queste parti il sovrappiù di Piero Frosio e Bruno Giorgi. Tra 1988 e 1991, prima della chiusura con Udinese e Alzano Virescit, partecipando alla Coppa Uefa 1989-1990 e 1990-1991: rispettivamente, uscita al primo turno contro lo Spartak Mosca e quarti di finale con lāInter di Giovanni Trapattoni, lāultima volta sul palcoscenico prima dellāepopea gasperiniana. 2 presenze più 8 (10 a Firenze, tra De Sisti, Valcareggi e Bersellini), che assommate alle 87 del triennio di campionato e a quelle in Coppa Italia fanno 114. L’ex numero 2 sarebbe poi diventato apprezzato agente FIFA con la Contratto & Goller.
Castagne, l’e(s)terno rimpianto
96 partite e 8 gol con 10 assist (su una carriera, giovanili nell’Arlon dai 9 agli 11 anni e al Virlon fino ai 16, finora da 389-18-27) nel triennio 2017-2020 non sono cosƬ facili da riporre nel baule dei ricordi in soffitta, ma Gian Piero Gasperini e soprattutto le sepmiterne ragioni delle pluvalenze (25) cosƬ vollero. Il pallone in porta più famoso resta il rompighiaccio con la Juventus nel 3-0 casalingo il 30 gennaio 2019, quarto di finale di Coppa ItaliaĀ che curiosamente ricorrerĆ anche in questa edizione. Il primo, sempre nello stesso trofeo, il 2 gennaio 2018, nel 2-1 a Napoli. Il 27 agosto dello stesso anno, il momentaneo 1-1 nel 3-3 sul campo della Roma. Spesso backup di Hans Hateboer, patƬ anche l’esplosione a sinistra di Robin Gosens. In campionato, 4 gol nella seconda stagione (le altre nel 3-3 interno coi giallorossi, nel 3-1 a Roma con la Lazio e nel 2-1 al Genoa). Infine, la terza e ultima annata, a segno last minute nel 2-2 di Parma con la Fiorentina in rimonta e a Kharkiv con lo Shakthar (3-0), da apripista. Al Leicester, 112 e 5 vincendo la FA Cup; a Londra Ovest, finora, 82 con 2 gol e 5 assist. Il vallone di Arlon conta anche 60 presenze e 2 reti nel Belgio. Gioca insieme al mancato obiettivo di mercato atalantino Rodrigo Muniz, coincidenza capitatagli a Leicester con l’ex separato in casa Ademola Lookman. Tanti auguri.


