Ademola Lookman è in Coppa d’Africa, Kamaldeen Sulemana atteso a un recupero forse non immediato, o comunque non tale da permettere a Raffaele Palladino di rischiarlo. E poi, insomma, ad anticiparlo è stato lo stesso mister dell’Atalanta, a bocce ferme, prima di concedere tre giorni e mezzo di riposo prima della ripresa di mercoledì pomeriggio a Zingonia: tocca a Daniel Maldini. Col Genoa, domenica prossima in notturna a Marassi, sarà il classico amarcord: il 17 maggio scorso, infatti, coincise col primo gol in maglia nerazzurra del figlio d’arte che continua a convincere assai poco soprattutto i tifosi.
Amarcord Genoa: Maldini e il primo gol nerazzurro
Penultima giornata e giochi già fatti per la qualificazione in Champions League dei bergamaschi, risolta la settimana prima col 2-1 alla Roma del match winner Ibrahim Sulemana, dedito a metterla da fuori anche in casa di Patrick Vieira, un altro entrato nel casting per il dopo Gasp. La prima reazione a un Grifone particolarmente artigliato è proprio del centrocampista, botta da fuori in mezzo al gol per frazione di Andrea Pinamonti, recente killer della panchina di Ivan Juric col Sassuolo, evidentemente l’uomo del destino di qualche tappa di troppo della Dea. In attesa della spaccata di rincorsa e di rimonta di Mateo Retegui all’89’, al giro di lancetta numero 63 il battesimo del fuoco: verticalizzazione di Marten de Roon, velo del Chapita, nel giorno del record di marcature di un cannoniere atalantino in serie A (25), corsetta e destro secco di piatto del milanese preso a gennaio.
Il figlio d’arte e il gol: un rapporto difficile
Il buon Daniel, pure bello, colto, educatissimo e raffinato, col fondo del sacco ha storicamente un rapporto difficile. A briglie sciolte, col Parma, pure la doppietta all’ultimo atto, col capolavoro a giro alzandola di poco da terra. Partita persa a Maldini ormai in tuta, quindi non per colpa sua. A questo giro, il possibile 2-1 col Pisa gli è rimasto in canna. Tipico: si smarca sempre, non segna se non per ipotesi. I numeri mica mentono, del resto gli almanacchi lo definiscono ancora trequartista, anche se è evidente a chiunque quanto gli sia congeniale il ruolo di spalla di un centravanti, lui che nonostante il metro e ottantotto predilige girare al largo ma non troppo ed è rapidissimo: 7 in 41 partite col Monza, 1 in 24 col Milan natìo, 3 in 20 sia a Bergamo che con lo Spezia, zero a Empoli nel settebello di apparizioni. A quando l’esplosione vera, ci chiediamo, mentre ci gustiamo insieme a voi il battesimo del fuoco in zona gol del Maldini atalantino?



Se fossi in Palladino al posto di Lookman metterei nella prossima partita di Genoa Brecianini che sotto porto segna più di Maldini, e la squadra è più coperta dietro. Nella partita di ieri sera sono stati corsi troppi pericoli con tre punte si è troppo sbilanciati. Il Cagliari l’aveva preggiata ci siamo salvati per un fuorigioco. I due gol di Scamacca sono stati abbastanza casuali . Diciamo la verità si è vinto con un pò di fortuna…..