Non solo Fortunato, lo scudiero del Mondo. A festeggiare l’8 gennaio nel mare magnum degli ex dell’Atalanta ci sono anche il bergamasco nativo di Seriate Fulvio Bonomi (66), ben più famoso nella Samp dei gemelli del gol Vialli & Mancini nonché cremonese per storia calcistica e d’adozione, e Manuel Locatelli, lecchese cresciuto all’oratorio di Pescate con la famiglia a Galbiate che compie 28 inverni da giocatore della Juventus e da campione d’Europa azzurro nel 2021 a Wembley.
Fulvio Bonomi, dal nerazzurro al blucerchiato
Due annate nei mitici blucerchiati di Vujadin Boskov per il settepolmoni cresciuto in nerazzurro, con la Coppa Italia vinta (1988 e 1989), interludio fra due periodi in grigiorosso Cremonese (anticipati dal 1978-1979 di apprendistato) agli ordini dell’ex compagno Emiliano Mondonico tra 1981 e 1985 (ultimo anno in A) e nel 1989/90 sotto Tarcisio Burgnich sempre al massimo livello. All’Ascoli, con l’ex tecnico delle giovanili nerazzurre Ilario Castagner (appena subentrato ad Aldo Sensibile), anche la Mitropa Cup vinta grazie al suo rigore a 4′ dal 90′ in casa col Bohemians Praga il 16 novembre ’86.
In panchina con Finardi
Da atalantino, svezzato da più grandicello da Luciano Magistrelli, in seguito artefice del miracolo Virescit con la gloria addosso della Coppa Italia atalantina del 1963, un trampolino con poca fortuna personale e collettiva. Da classico prodotto del vivaio da vendere per fare cassa dopo la caduta in C1, costretto a esordire e arrivare a fine corsa tra ’79 e ’81 con 75 match (8 di Coppa Italia) e 5 palloni in porta. Titta Rota, precipitato in B dopo le buone annate seguite ai mitici spareggi del Settantasette, non trova in Bruno Bolchi e Giulio Corsini gli eredi in quota miracoli ed ecco la caduta agli inferi. Per Bonomi, da mister, il vivaio dell’Entella dove aveva giocato prima del triplice fischio alla Casalese di Casalmaggiore trentaquattrenne in coda all’esperienza messinese e, prima dell’Ariete di Bonemerse e dei camp sportivi e dell’impegno nel CSI cremonese insieme a Claudio Bencina, altro grigiorosso spinto. Cioè le giovanili della Cremo, con un’escursione in prima squadra il 10 gennaio 1999 insieme all’ex compagno e attuale vice direttore-coordinatore tecnico del settore giovanile nerazzurro Giancarlo Finardi contro il Cosenza. Ko, arrrivò si sedettero sulla panchina della Cremonese il 10 gennaio 1999, rimediando una pesante sconfitta casalinga contro il Cosenza. Arrivò poi Gaetano Salvemini senza impedire la retrocessione in C1. 488 partite e 40 gol da pro possono bastare come curriculum?
Locatelli fa le cose per bene
Riscattato dopo il prestito dal Diavolo, Locatelli storicamente cominciò a fare le cose per bene nel Sassuolo di Roberto De Zerbi. Nel palmarès precoce all’ombra della patria bandiera, argento all’europeo tedesco Under 19 nel 2016 e bronzo nell’Under 20 polacco l’anno dopo. Manuel, svezzato dal padre Emanuele, venne portato novenne a Zingonia da Paolo Rota e scippato a 11 anni dai rossoneri grazie allo scout bergamasco Mauro Bianchessi, quando le due società erano in bega per il cartellino di Mattia Alborghetti. Auguri anche a lui, anche se le candeline non sono più nerazzurre da tempo e lo sono state per poco.


