Il calciomercato da chiacchiera e da salotto, anche se basato sui desiderata e le dichiarazioni più o meno ufficiali e spontanee degli addetti ai lavori, a volte supera i confini del fantacalcio. Come oggigiorno si parla di vice Lookman, anni addietro l’Atalanta era o sarebbe stata alla ricerca del vice Ilicic. Raffaele Palladino la prima espressione non l’ha mai usata, lasciandosela scivolare addosso insieme alle domande sul sostituto di turno del grande assente per la Coppa d’Africa. Al massimo, si limita a snocciolare le alternative partita per partita. Ma nessuno s’azzarderebbe anche solo a pensare che Lazar Samardzic, Daniel Maldini o Kamaldeen Sulemana possano aspirare alla mero particina della controfigura dell’originale. Lo farebbe mai Nicola Zalewski, riportato nel ruolo delle giovanili della Roma da due match per far fronte all’inconsistenza conclamata delle soluzioni di cui sopra?
Il vice Lookman: Kamaldeen s’era prenotato
Quest’ultimo pareva l’erede più accreditato del Pallone d’Oro africano, in estate. “Non sono venuto all’Atalanta per fare il sostituto di qualcun altro, ma per giocare insieme a chiunque. Anche ad Ademola Lookman, uno da cui prendere esempio”, le parole del ghanese alla presentazione ufficiale a fine luglio. Parole da figlioccio di Juric che s’era ricordato di lui nei mesi da subentrato in panchina al Southampton. La gloria effimera dei due gol e due assist nelle due trasferte consecutive torinesi, quelle da cui è appena riemerso Nikola Krstovic che con lui tra estate e autunno pareva intendersi a meraviglia, e con l’arrivo del tecnico di Mugnano di Napoli anche i paragoni più azzardati, oltre al minutaggio, sono finiti nel cassetto dei ricordi. Anche perché il titolare nel frattempo s’era riappacificato col club e lo spogliatoio dopo le fughe in avanti e i capricci per andare all’Inter.
Il vice del genio che non si può insegnare
Tutta questione di caratteristiche individuali e di come s’incastrano nel progetto-squadra, niente di personale, non siamo a scuola e non esistono bocciati e rimandati. Pur velocissimo a talvolta vincente nell’uno contro uno, Dino (Deenoh? In ogni caso si ispira a Ronaldinho, l’asso brasiliano che accarezzava il pallone con gli scarpini) non è Lookman e nemmeno può giocarsi insieme, perché si pesterebbero i piedi. L’hanno fatto nei rari momenti in cui l’allenatore croato poi rispedito a casa sua optava per il falso nueve col riappacificato prima punta. Col Como e la Lazio, 1-1 e 0-0. Esperimento fallito, tra l’altro coi lariani aveva segnato il serbo, un altro che più che ai paragoni dovrebbe sfuggire alla sostanza di equivoco tattico qual è: Laki è una mezzala, con un sinistro di rara bellezza, rotondità, morbidezza, potenza se serve ma quasi mai e soprattutto precisione, come s’è visto nel gol partita al Velodrome in faccia ai tifosi dell’Olympique Marsiglia. Il genio non si insegna, la posizione in campo ancor meno.
Ilicic e l’erede mai esistito
E qui si torna al passato e al Gasp che voleva che la società gli trovasse qualcuno in grado di non dover spremere il Professore, dal lui chiamato “la Nonna” per le doglianze continue riguardo ad acciacchi e stato di forma, nonché l’indolenza. Le due questioni dei vice sono collegati, perché è proprio per sostituire un altro equivoco tattico come Ruslan Malinovskyi, costretto a giocare da attaccante con grandi esiti perché una trentina di gol e assist in 115 match circa mica sono pizza e fichi, che l’ex plenipotenziario del mercato estero Lee Congerton si ricordò del suo pupillo inespresso (anche) al Leicester. In tale senso, l’ucraino col senno di poi è un Samardzic che ce l’ha fatta. In buona sostanza, invece, il vice Ilicic, ma solo dopo l’addio dell’originale, s’è materializzato in Lookman. Alla ricerca di qualcuno che possa quantomeno provare a fargli le scarpe. La realtà è che i giocatori unici sono anche irripetibili, perché non fanno scuola. E il mercato, soprattutto quello di riparazione, dev’essere giocoforza il più prosaico possibile. Di chi mai potrà fare il vice il veronese Giovane Santana do Nascimento?



Solo io concederei a Sulemana qualche possibilità in più?