Altri quattro i festeggiati del 18 febbraio, oltre al principale, Giacomo Raspadori. Tre di loro, uno attualmente, dopo Bergamo, qualcuno tornandoci, sono andati a parare in Toscana. In cima alla lista e all’importanza, Luigino Pasciullo, il “Luigino in Nazionale” dei cori della Curva Nord e dell’etichetta dell’olio della sua masseria molisana, all’Empoli nelle liste suppletive dell’autunno 1987. Il portiere Massimo Taibi è tuttora alla Pistoiese come direttore sportivo. Alla Carrarese confermata in cadetteria, invece, un Filippo Melegoni dalla carriera che pareva promettere ben di più. Ricordati per sommi capi i 65 anni del campobassano di Montemitro, i 56 del palermitano e i 27 del bergamasco di Azzano San Paolo, restano i 46 di Riccardo Fissore, difensore biondo come una meteora.
I 65 del Luigino in Nazionale
Dal 1986 al 1993 fedelissimo alla causa, tranne quasi tutta la stagione 1987-1988 della cavalcata cadetta ed europea nello scambio col mastino Andrea Salvadori, un marcatore puro e non un terzino sinistro “fluidificante” come lui, Pasciullo, nel cuore dei tifosi in eterno, era tecnico, forte fisicamente e bravo nelle due fasi. Solo il benservito di Marcello Lippi nell’ultima annata pasciulliana e l’unica propria, da settimo posto, gli impedì, per due sole presenze, di toccare quota 200 in nerazzurro. 8 gol e 2 assist come contorno, 1 presenza in Coppa delle Coppe contro i gallesi del Merthyr e una decina in Coppa Uefa, andata e ritorno con lo Spartak Mosca con Emiliano Mondonico più gli staffettisti della panchina Piero Frosio-Bruno Giorgi fino ai quarti di finale invernali con l’Inter del Novantuno.
Dalla retrocessione con Sonetti alle cavalcate del Mondo
Arrivato da Vicenza con una stagione d’anticipo, quella della retrocessione dell’ultimo Nedo Sonetti con contestuale qualificazione continentale per il secondo posto nella Coppa Italia vinta dal Napoli scudettato rispetto Daniele Fortunato ed Eligio Nicolini, Pasciullo, transitato dal natìo Campobasso, dal Palermo e dalla Triestina prima di chiudere con Lecco, Ponte San Pietro e Brembillese, dopo il ritiro trentacinquenne s’è messo in panchina. Forza e Costanza, Romanese giovanili, Campobasso, Castel di Sangro, San Giacomo Molise, Orsa Iseo, Mapello, Sulmona, Lemine, Foggia da vice di Valter Bonacina (2011-202) e Cenate Sotto passando dalle giovanili le varie tappe. Nel video, la doppietta imbracciata col Bologna nel poker sotto la Maresana del 7 aprile 1991.
Gli altri del 18 febbraio
Taibi ha all’attivo un quadriennio trai legni tra 2001 e 2005, quindi una retrocessione con Giancarlo Finardi, sostituto di Giovanni Vavassori, e la promozione con Andrea Mandorlini prima di cambiare aria. Fissore, invece, solo due presenze nel 2008 con Palermo e Genoa a fine campionato, la prima da titolare, da terzino sinistro e da centrale qual era. L’ultimo della lista, Melegoni, soltanto quella d’esordio con la Samp, il primo tempo, il 22 gennaio 2017, insieme al compagno di mille imprese giovanili Alessandro Bastoni. Alla fine sarà una plusvalenza anche lui, cresciuto nel club dopo essere nato nell’Azzanese come il fratello maggiore Alessandro: 5 milioni e mezzo dal Genoa.
Taibi, quadriennio in porta
Interrotto a fine 2023 dal fallimento il rapporto da dirigente con la Reggina del grande ex German Denis, Taibi da giocatore arrivò a Bergamo nel primo anno del nuovo millennio per sostituire Mister 27 miliardi Ivan Pelizzoli, passato alla Roma. Cresciuto tra AMAT Palermo, Mediatrice dove papà Luigi era dirigente, Cosmos Palermo e Licata, tra le sue esperienze da professionista è famosissima quella nel 1999-2000 nel Manchester United. Prima, Trento, Como (già da cartellino rossonero), Piacenza, Milan e Venezia; in seguito, Torino e Ascoli con ritiro a 39 anni in serie B.
Fissore, chi era costui?
Le ultime notizie del 2024 lo davano assistente biennale di mister Federico Coppola al Montecchio Maggiore. Da vicentino onorario anche se piemontesissimo, Fissore fu preso a gennaio da Vicenza per allungare il backup causa infortunio di Leandro Talamonti e anche di Moris Carrozzieri. Nativo di Carmagnola e di scuola torinista, si ritagliò solo quelle due presenze, insieme a Maxi Pellegrino e Thomas Manfredini il 27 aprile e al posto dell’argentino il 18 maggio. Era del resto chiuso pure da Claudio Rivalta e Daniele Capelli. Il biondo mastino passa dalla Juve Stabia prima di essere preso dall’Inter, va a Lecce e quindi torna alla base granata prima di sei anni in biancorosso. In seguito Mantova, Spezia, Pavia, Turris, Real Vicenza, Pordenone, Maceratese, Fondi, Pistoiese e Delta Porto Tolle con scarpe appese al chiodo in D a quota 38. 18 partite tra l’Italia Under 18 e l’Under 21, con argento nell’Under 19 agli Europei svedesi ’99 e ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 2001.
Melegoni, da Azzano San Paolo con furore
Appena il tempo di assaggiare la seconda stagione di fila in A del Grifone e il buon Filippo s’è ritrovato proiettato nella città dei marmi dalla finestra invernale di un calciomercato mai troppo prodigo di soddisfazioni personali. Alla fin fine, contando anche i parcheggi di Pescara, Standard Liegi e Reggina, fanno solo 161 match da pro con 6 gol e 8 assist in dieci sinfonie stagionali. Terzo professionista uscito dal paese suburbano dopo il compianto Angelo Volpato e Antonio Pergreffi, non avrebbe mai potuto superare la concorrenza spietata in mediana, ai tempi, fra Roberto Gagliardini, Franck Kessie, Remo Freuler e quindi Marten de Roon. Da Gian Piero Gasperini l’ok per Pescara e quindi il Genoa. Nel primo caso, lo scoglio del crociato rotto in Nazionale Under 20 a marzo 2020. Nell’altro, via sotto la Lanterna nel pacco con Lennart Czyborra e secondo gol al piano di sopra (dopo quello al Perugia) alla Juventus nel ko per 3-2 nell’ottavo di finale torinese di Coppa Italia. Da aumentare mira e bottino, per uno fortissimo pure nei calci da fermo, tra i top e gli azzurrati della generazione del ’99 di Zingonia (25 match e 6 reti in U17, 42 e 4 in U19 nerazzurra) svezzata da Massimo Brambilla per scudetto e supercoppa Under 18 nel 2016 insieme a Bastoni-Delprato-Latte Lath-Capone. 8 i palloni in porta da azzurrino tra U17, U19 e U21. Tanti auguri. Il buon Latte è la riprova che si può recitare la parte del late bloomer anche dopo anni di serie C. Tantissimi auguri.




