Il gran giorno è arrivato. Honest Ahanor, oggi, lunedì 23 febbraio, antivigilia di Champions League col Borussia Dortmund, compie 18 anni e ha le qualifiche sia per la cittadinanza italiana che per le convocazioni in Nazionale. Il difensore mancino dell’Atalanta, che non può dirsi titolare solo ed esclusivamente per la presenza in campo e la supremazia nelle gerarchie di Sead Kolasinac, è diventato maggiorenne in nerazzurro vivendo la transizione da Ivan Juric a Raffaele Palladino.
Ahanor e i peccati di gioventù
Accanto al gol da ex col Genoa nell’ottavo di Coppa Italia, persistono insicurezze ed errori in marcatura, con David Neres che nell’andata a Napoli gli aveva fatto vedere i sorci verdi. Per non dire del rosso diretto per quella reazione impulsiva a Perrone a Como nei primi minuti lasciando la squadra in dieci. O delle incertezze da sostituzione immediata o quasi in casa della Lazio. Ma poter insidiare il posto ai veterani in caso di turnover o di esigenza di forze fresche è già un traguardo enorme per il ragazzo nativo di Aversa, di genitori nigeriani, trasferitosi all’età di un anno al centro di accoglienza dell’abbazia di San Nicolò del Boschetto a Genova-Cornigliano.
Dal Genoa all’azzurro?
Laterale sinistro per necessità nella prima squadra del Genoa con quasi gol al Napoli, tolto anzi non attribuito per autorete del portiere, Honest, fortissimo fisicamente e grande atleta con piede mancino che non deve essere corretto granché, in nerazzurro sta sfondando. 24 presenze su tre fronti prima di diventare maggiorenne non sono bruscolini. Tre volte dallo start in Champions su sei gettoni, con Brugge, Marsiglia e Union Saint-Gilloise, hanno significato due vittorie e un ko. In campionato, 12 su 16 da intoccabile, salvo espulsione in riva al Lario, e solo i ko col Sassuolo, quello della cacciata del tecnico di Spalato, e al “Maradona” con altri due pareggi a interrompere l’idillio da amuleto. Forza, ragazzo: l’età e le doti sono dalla tua. Tanti auguri.



AUGURIIIII 🎂