Atalanta, serve un’altra prima volta per l’Europa

Mai ribaltato un doppio svantaggio nelle coppe europee, la Dea cerca l’impresa contro il Borussia: il 2-0 all’andata si ribalta in meno del 15% dei casi.

La storia dice che è difficile. I numeri aggiungono che accade raramente. Ma il calcio, soprattutto nelle notti europee, lascia sempre uno spiraglio all’imprevisto. L’Atalanta è chiamata a ribaltare il 2-0 subito in casa del Borussia Dortmund per continuare il cammino nei playoff di Champions League, un’impresa che rappresenterebbe una vera e propria “prima volta” nella storia continentale nerazzurra. Le statistiche parlano chiaro: chi perde 2-0 l’andata in trasferta nelle competizioni europee riesce a qualificarsi nel ritorno casalingo in meno del 15% dei casi. L’abolizione della regola del gol in trasferta ha reso il compito leggermente meno proibitivo rispetto al passato, ma la rimonta resta complessa. Servirà una partita quasi perfetta, per intensità, attenzione e concretezza. Il Borussia ha dimostrato all’andata grande cinismo e abitudine al palcoscenico internazionale. Ogni occasione è stata sfruttata con lucidità, evidenziando la capacità dei gialloneri di colpire nei momenti chiave. Per ribaltare il doppio svantaggio, la Dea dovrà alzare il livello sotto ogni aspetto, limitando gli errori e capitalizzando le opportunità create.

Atalanta, a caccia di un’impresa Europea

Come sottolinea Bergamonews, a fare la differenza potrebbe essere il fattore ambientale. Palladino ha chiesto esplicitamente uno stadio infuocato, una spinta emotiva superiore anche a quella vista contro il Napoli. L’obiettivo è trasformare la New Balance Arena in una bolgia capace di trascinare la squadra verso un risultato storico. Perché nei 180 minuti europei del dopoguerra, l’Atalanta non è mai riuscita a rimontare due reti di scarto. Esiste però un precedente che alimenta la speranza, anche se lontano dal contesto internazionale. Nel settembre 1997, in Coppa Italia contro il Genoa, i nerazzurri ribaltarono un 3-0 subito a Marassi con un clamoroso 4-0 casalingo, maturato interamente nella ripresa. In panchina c’era Emiliano Mondonico, in campo tra gli altri Cristiano Lucarelli, Foglio, Sgrò e Angelo Carbone. Una serata rimasta nella memoria collettiva, l’unica rimonta completata dopo una sconfitta con più di un gol di scarto all’andata. In Europa, invece, la Dea ha saputo ribaltare sconfitte esterne, ma mai con due reti da recuperare. I precedenti risalgono alla storica cavalcata in Coppa delle Coppe 1987/88. Al primo turno arrivò il 2-1 subito in Galles contro il Merthyr Tydfil, cancellato dal 2-0 di Bergamo. Stesso copione al turno successivo contro l’OFI Creta: ko 1-0 in trasferta e vittoria 2-0 al ritorno con le firme di Nicolini e Garlini. Rimonte sì, ma sempre partendo da uno svantaggio minimo. Quasi quattro decenni dopo, l’Atalanta si trova davanti a una montagna mai scalata prima. La matematica offre due scenari: vincere con due gol di scarto significherebbe portare la sfida ai supplementari e, se necessario, ai rigori; imporsi con tre o più reti garantirebbe il passaggio diretto del turno. La missione è complicata, ma non impossibile. L’Atalanta degli ultimi anni ha costruito la propria identità proprio sulle imprese inattese e sulle notti capaci di riscrivere la storia. Per continuare il cammino europeo servirà un’altra “prima volta”, ribaltando un doppio svantaggio che finora è sempre stato fatale. 

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