Per Mario Pasalic e per l’Atalanta gli ultimi giorni hanno rasentato la perfezione. Il centrocampista croato, infatti, si è reso protagonista di entrambe le vittorie contro Napoli (in campionato) e Borussia Dortmund (in Champions League) con 2 reti assolutamente decisive: quella del pareggio contro i partenopei e quella del 3-0 contro la squadra tedesca. Per il numero 8 bergamasco sono arrivate 2 segnature consecutive che ne confermano lo status di giocatore utile e tatticamente fondamentale per la Dea. Un connubio – quello tra l’ex Milan e i nerazzurri di Bergamo – che dura ormai da svariati anni e il cui legame affettivo non accenna a scemare.
Proprio in virtù di questi exploit, SiamoilNapoli.it ha intervistato in esclusiva l’agente di Pasalic per parlare del suo momento attuale ma anche del suo futuro e delle prospettive per il resto della stagione per Atalanta e Napoli. Ecco la nostra chiacchierata con Marko Naletilic.
Innanzitutto, ti chiediamo se hai sentito Mario in questi giorni e quali sono le sue sensazioni ed emozioni dopo queste reti così decisive nelle ultime 2 partite.
“Mario sta alla grande, come si può facilmente immaginare. Ha fatto 2 grandi partite contro 2 grandi avversarie. In Champions League l’Atalanta poi ha fatto un miracolo: battere il Borussia Dortmund in questo modo, dopo il risultato maturato all’andata, è una cosa rilevante e pesante. Ci voleva, anche per il calcio italiano: dopo i risultati del turno d’andata di tutte le squadre, almeno l’Atalanta ha salvato la faccia della Serie A. Purtroppo la Juventus è uscita e mi spiace, perché anche giocando in 10 nella partita di ritorno ha fatto bene. Il Galatasaray però ha giocatori forti e importanti individualmente: penso a Osimhen che si trova nel suo prime, ma anche Gundogan e Icardi, la cui classe rimane sempre a dispetto dell’età. Senza l’espulsione forse la Juventus sarebbe andata avanti”.
Qual è attualmente la situazione contrattuale di Pasalic con l’Atalanta? Ci sono delle sirene di mercato?
“No, assolutamente, nessuna sirena di mercato: lui ha rinnovato quest’estate con l’Atalanta e quindi c’è poco da dire. In pratica l’idea è quella di legarsi all’Atalanta fino alla fine della carriera. Poi certo, il calcio è imprevedibile. Ma l’idea è questa. Ha rinnovato quest’estate, quindi parlare di mercato è inutile”.
Il Napoli si è mai avvicinato concretamente al calciatore in questi anni? O almeno ha manifestato un interesse?
“Un interesse sì, come d’altronde tante squadre in Italia, però mai niente di concreto. Sicuramente il Napoli si è interessato in passato, è normale. Ma non c’è stata nessuna situazione particolare, anche perché lui ha fatto una scelta di vita e quindi non è nemmeno corretto parlare di questo, vista la situazione”.
Oltre a essere un suo caro amico ancora oggi, tu sei stato l’agente di Ivan Juric, quando era calciatore. Come ti spieghi le ultime esperienze negative tra Roma, Southampton e Atalanta? Cosa non ha funzionato?
“Non saprei dirlo, è una domanda difficile. Per me Juric rimane sempre un ottimo allenatore. Lui in carriera ha avuto più successi che cadute, più stagioni positive rispetto a quelle negative. Adesso è anche semplice parlare. In Premier League nella scorsa annata ha preso una squadra in un momento difficilissimo, sono convinto che anche altri allenatori nella stessa situazione avrebbero fatto poco. Fa parte del calcio: in alcuni periodi le cose vanno bene, in altri no. Juric non merita di essere considerato così negativamente in Italia per via delle ultime annate, perché prima ha ottenuto successi con squadre di livello medio-basso. Oltre ai risultati ha dato anche stabilità, sportiva ma pure economica, con le plusvalenze generate da molti calciatori allenati. Per me lui è bravo come lo era già 3 anni fa. A volte ci sono solo i momenti sbagliati, bisogna anche avere l’aiuto della società. Per esempio all’Atalanta, una società di livello europeo, la dirigenza non si può discutere. Altrove, invece, è andato ad allenare in momenti di disorganizzazione, le dirigenze non erano sane e tranquille. Non lo sento da un po’ ma sono sicuro che tornerà presto ad allenare, immagino abbia molta voglia. L’unica volta in cui non pensa al calcio è quando dorme! Deve avere pazienza e aspettare l’opportunità. Merita di essere considerato come una prima scelta in Serie A”.
Dove vedi l’Atalanta e il Napoli a fine stagione?
“L’Atalanta adesso è cresciuta, Palladino ha preso in mano la situazione e in Champions ha fatto una gara di ritorno contro il Dortmund come ai tempi di Gasperini del periodo d’oro. Ora la Dea è in fase di nuova crescita, sta tornando una grande squadra, ha molta qualità. Per il Napoli: a mio parere, quando c’è un allenatore come Conte, le cose non possono andare male per tanto tempo. Ora forse è un po’ in crisi ma ha un allenatore top, uno dei migliori al mondo da 7-8 anni ormai”.
C’è un calciatore della tua scuderia che consiglieresti al club azzurro o che, secondo te, andrebbe bene per il gioco di Conte?
“Al momento non ho parlato con il DS Manna di questo, però se posso nominare un calciatore che a me piace in generale – ma che non fa parte della mia scuderia – sicuramente è il terzino destro della Dinamo Zagabria Moris Valincic, che è tornato da poco da un infortunio: avrebbe caratteristiche importanti per la Serie A. Un vero terzino destro, sa difendere benissimo e attaccare altrettanto bene, fisicamente ha una bella struttura e tanta velocità. Lo vedo in futuro in Italia, farà una bella carriera”.


