L’Atalanta attraversava una fase delicata della stagione, segnata da una serie di risultati senza vittorie. Cinque gare consecutive senza successi, tra campionato e coppe, rappresentano un rallentamento evidente, ma il momento attuale offre anche spunti incoraggianti che cambiano la percezione complessiva. Il confronto con quanto accaduto a inizio stagione è inevitabile. A ottobre, sotto la gestione Juric, una striscia simile aveva portato a conseguenze drastiche, culminate con l’esonero. Oggi, invece, il contesto appare diverso, con segnali di crescita che lasciano intravedere margini di miglioramento.
Atalanta prova a cambiare pelle
I risultati recenti raccontano una fase interlocutoria. Due sconfitte e tre pareggi nelle ultime settimane, tra cui quelli contro Inter e Lazio, rappresentano un bilancio non positivo ma nemmeno totalmente negativo. In particolare, il pareggio di San Siro ha fornito indicazioni importanti. Ma come sottolinea il Corriere Bergamo, tra gli elementi da evidenziare c’è anche una componente favorevole. L’episodio arbitrale che ha negato un rigore all’Inter nel finale ha inciso sul risultato, contribuendo a un punto prezioso. Ma al di là della fortuna, sono emersi segnali concreti sul piano tecnico. Il recupero degli infortunati rappresenta una delle notizie migliori. Scalvini è tornato su buoni livelli, Ederson ha cambiato il ritmo nella ripresa e De Ketelaere ha mostrato segnali di crescita, elementi che aumentano le opzioni a disposizione di Palladino.
L’attenzione si sposta ora sui prossimi impegni. La sfida contro il Bayern servirà soprattutto per accumulare minuti e gestire le energie, mentre l’obiettivo principale resta la gara di campionato contro il Verona, che potrebbe portare l’Atalanta a quota 50 punti. Sul piano tattico emergono aspetti interessanti. Palladino ha confermato la propria flessibilità, adattando il sistema di gioco alle esigenze della partita, con un ritorno alla difesa a tre già visto in precedenza. Particolarmente significativa la gestione della fase difensiva. La scelta di utilizzare marcature a uomo su gran parte del campo, con Kolasinac in una posizione più “ibrida”, ha garantito equilibrio, permettendo alla squadra di mantenere compattezza contro un avversario di alto livello. Anche l’utilizzo di Zalewski ha evidenziato questa versatilità. Il giocatore è stato impiegato in una doppia funzione, tra copertura difensiva e supporto offensivo, confermando un approccio dinamico e adattabile. Durante la partita, il sistema si è evoluto. Dal 3-4-1-2 iniziale si è passati a un 3-4-3 più aggressivo, con un pressing alto e marcature a tutto campo. Una soluzione che potrebbe diventare un punto di riferimento per il finale di stagione. In prospettiva, il recupero completo dell’organico potrebbe fare la differenza. Con più alternative a disposizione, l’Atalanta potrà sfruttare al meglio la propria identità tattica, basata su intensità e adattabilità.



stasera giochiamocela con onore a Monaco e lasciamo la Champions dando una buona immagine di noi. E poi testa al campionato e alla coppa Italia, possiamo ancora fare bene, non molliamo neanche un centimetro