Intervistato per TalentuoSi, l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi ha toccato molti temi.
LUCA PERCASSI SUL PROPRIO CARTELLINO DA GIOCATORE. “E’ un bel ricordo, è passato tanto tempo. Quando papà è tornato presidente ha voluto subito investire nel vivaio. Rappresenta la storia dell’Atalanta e da parte nostra c’è grande attenzione al settore giovanile”.
SULLO SCUDETTO VINTO. “Me lo ricordo, eravamo forti. Sono entrato nell’Atalanta a 10 anni fino alla Primavera e quello era un gruppo molto competitivo. Ho fatto un percorso di formazione a 360 gradi in maglia nerazzurra”.
SULLA MAGLIA DEL PAPA’. “Averla indossata entrambi, ci lega. Ma lui è stato bravo e capace di giocare con la prima squadra chiudendo il ciclo. Bergamo è l’Atalanta e viceversa, l’Atalanta è una fede e abbiamo avuto l’idea di omaggiare i nati a Bergamo con la maglia”.
SUI SEGRETI. “Qui c’è un contesto di lavoro unico e a volte non replicabile. Va conservata la tradizione ed è necessario essere bravi a sviluppare e mantenere i pilastri che fanno la differenza”.
SU MINO FAVINI. “E’ stato un maestro, lo volle già mio papà nella prima presidenza. Ha dato continuità e gloria al nostro settore giovanile portandolo ai massimi livelli. Quando è venuto a mancare, il minimo riconoscimento è stato intitolargli l’Accademia, di cui sarebbe stato molto orgoglioso”.
SUL VIVAIO. “Poi devo citare Costanzi, che ha fatto un lavoro straordinario dopo Mino, capace e abile di scovare anche talenti all’estero. Ora, con l’arrivo di Samaden, abbiamo un’altra persona di livello con cui ci siamo trovati facilmente. Ha una moglie bergamasca… Poniamo molta fiducia in lui sapendo di aver ingaggiato un top player del settore. Investire nel vivaio non è facile, le regole cambiano e vanno costantemente affrontate. Ma c’è la soddisfazione nel veder crescere i ragazzi che peschiamo a 7-8 anni e magari debuttano in prima squadra”.
SUI GIOCATORI. “Scalvini è un ragazzo perfetto in campo e fuori, ma anche Ruggeri e Carnesecchi hanno fatto un bel percorso. Poi c’è comunque l’imbarazzo della scelta”.
LUCA PERCASSI SULLO STADIO. “E’ stato un investimento unico, non vediamo l’ora di goderci la casa dell’Atalanta. Servirà ancora qualche mese, ma siamo orgogliosi di quanto fatto”.
SULLA SOCIETA’. “In Under 23 c’è il grande lavoro fatto da Modesto e da Fabio Gatti, senza dimenticare la prima squadra affidata a un grande allenatore come Gasperini, con due direttori come Tony D’Amico e Lee Congerton che stanno portando avanti un progetto molto impegnativo”.



Don Luca dice Messa