L’Atalanta riparte da Juric: continuità tattica e nuova energia
Il tecnico croato firma fino al 2027 e raccoglie l’eredità di Gasperini: confermato il 3-4-2-1, in linea con la filosofia della Dea
L’Atalanta ha ufficializzato l’ingaggio di Ivan Juric come nuovo allenatore della prima squadra. Il tecnico croato ha firmato un contratto biennale fino al 30 giugno 2027, con un ingaggio da circa 2 milioni di euro a stagione. La presentazione ufficiale è attesa lunedì a Zingonia, a una settimana esatta dall’annuncio della separazione con Gian Piero Gasperini, approdato nel frattempo alla Roma.
Juric era da tempo nel mirino del club orobico, con una candidatura inizialmente accolta in sordina anche a causa della stagione opaca tra Roma e Southampton. Tuttavia, la volontà della dirigenza – in particolare del direttore sportivo Tony D’Amico, che aveva già lavorato con lui ai tempi del Verona – era chiara: evitare una rivoluzione e garantire continuità tattica e di principi.
Addio a Sarri, Pioli e Motta, alternative valutate in passato. Scartata anche l’ipotesi Palladino, il club ha scelto di puntare su un profilo in grado di riprodurre lo stile di gioco aggressivo, verticale e propositivo tanto caro a Gasperini. Una decisione che si traduce, concretamente, nella conferma del 3-4-2-1, con un attaccante centrale supportato da due incursori.
Uno staff in continuità
Lo staff tecnico sarà rinnovato, ma con una parte importante dello zoccolo duro ancora presente. Dallo staff di Gasperini restano a Bergamo il preparatore dei portieri Massimo Biffi e il collaboratore Cristian Raimondi. A seguire Juric arrivano Matteo Paro (vice), Paolo Barbero e Stjepan Ostojic (preparatori atletici), figure storiche nei percorsi del tecnico croato.
Nel frattempo, a Roma, Gasp porterà con sé l’intero gruppo di collaboratori, tra cui Gritti, Borelli, Trucchi, Fumagalli e Boccolini.
Assetto tecnico-tattico e rosa attuale
L’impronta di Juric sarà subito evidente: pressing alto, uno contro uno a tutto campo e difesa a tre sono i pilastri del suo calcio. Un’impostazione che ben si adatta all’organico attuale, in particolare a elementi come Hien, centrale che si esalta nei duelli individuali, Scalvini e Djimsiti (in attesa di conferme sul futuro), ma anche agli esterni come Zappacosta e Bellanova, a loro agio nel 3-4-2-1.
In attacco si ipotizza un tridente con Retegui punta centrale, supportato da De Ketelaere e Pasalic. L’addio di Lookman, possibile partente, potrebbe essere compensato con l’inserimento di nuovi elementi offensivi.
A centrocampo, De Roon resta la colonna portante, mentre il sostituto di Ederson (in uscita) sarà centrale nelle mosse di mercato. Tra le alternative, occhio a Sulemana e Brescianini.
Il mercato definirà la nuova Atalanta
Molte scelte saranno legate alle uscite e ai nuovi ingressi estivi, ma la certezza è che l’identità di gioco resterà invariata. L’Atalanta, infatti, non intende rinunciare a ciò che l’ha resa unica nel panorama italiano ed europeo negli ultimi nove anni.
Con l’arrivo di Juric, si apre un nuovo ciclo, che però non cancella il passato, ma lo rilegge con coerenza e voglia di rilancio. L’entusiasmo del tecnico è piaciuto alla società, meno alla tifoseria che, sui social, ha espresso pareri contrastanti. Ma ora toccherà al campo parlare.



Ma che coioni
Continuità caratteriale
La continuità non esiste perché conta anche il carattere del mister il Gasp era un duro e faceva filare i giocatori così voleva la squadra, Juric è più tranquillo non un duro e pur facendo lo stesso gioco il carattere dell’allenatore conta molto specie negli allenamenti dove non tutti si impegnavano come visto da intervista del Gasp.
Luca-D’amico-Juric. Il triangolo della morte.