Atalanta, difesa a due volti tra Serie A e Champions

Sei clean sheet su otto gare di campionato nel 2026, ma in Europa emergono distrazioni decisive contro Bilbao, Union SG e Dortmund

Kolasinac atalanta

 La differenza è netta e i numeri la certificano. In Serie A l’Atalanta ha costruito la propria risalita su una solidità difensiva ritrovata, mentre in Champions League la retroguardia nerazzurra ha mostrato crepe evidenti nei momenti chiave. Due volti della stessa squadra, separati da un dettaglio che in Europa pesa più che altrove: l’attenzione. Nel 2026 la Dea è diventata la formazione con più “clean sheet” tra i cinque maggiori campionati europei. Sei delle otto partite disputate in Serie A da inizio anno si sono concluse senza subire gol, un dato che testimonia equilibrio, organizzazione e compattezza. Solo Durosinmi del Pisa e Thorsby della Cremonese sono riusciti a superare Carnesecchi in questo arco temporale.

Atalanta, difesa a due volti

Ma come sottolinea L’Eco di Bergamo, in Champions il copione è stato differente. Le sconfitte contro Athletic Bilbao, Union Saint-Gilloise e Borussia Dortmund hanno messo in evidenza errori di approccio, posizionamento e gestione dell’uno contro uno. A Dortmund, l’Atalanta è stata colpita dopo appena tre minuti da Guirassy, segnale di un ingresso in campo poco lucido più che di un problema tattico. Il raddoppio, nato da un’azione rapida sull’asse Guirassy-Nmecha-Guirassy, ha invece mostrato difficoltà nelle marcature e nelle letture difensive. Raffaele Palladino ha provato a ruotare gli uomini, schierando accanto a Djimsiti – poi sostituito all’intervallo – Kossounou e Kolasinac. Le scelte non hanno prodotto l’effetto sperato. La sensazione è che in Europa ogni minima sbavatura venga punita, mentre in campionato esiste un margine maggiore per rimediare.

Il precedente con l’Union Saint-Gilloise era stato emblematico: un errore individuale su calcio piazzato aveva deciso la gara. Ancora più pesante il passaggio a vuoto contro il Bilbao, con tre reti subite in appena sedici minuti, frutto di diverse imprecisioni dei singoli. Come sottolineato dallo stesso Palladino, la fase difensiva non riguarda soltanto il reparto arretrato. Il pressing deve partire dagli attaccanti e il centrocampo deve garantire filtro e copertura. In Germania, questo meccanismo collettivo non ha funzionato con la stessa efficacia mostrata in Serie A. Tra i protagonisti del filotto positivo in campionato c’è stato Giorgio Scalvini, tornato su livelli elevati dopo un lungo stop fisico. A Dortmund è rimasto in panchina, mentre Carnesecchi non ha potuto compiere miracoli per arginare le offensive tedesche. Il dato di fondo resta evidente: la Champions richiede un’intensità e una precisione costanti al 100%, senza margini di errore. L’Atalanta ha dimostrato in Italia di possedere compattezza e organizzazione; la sfida ora è trasferire quella stessa solidità anche in ambito europeo.

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