Nonostante la crisi tecnica apparente, il Diavolo può comunque calare un settebello sul tavolo da gioco come ipoteca sul proprio futuro. I tempi di Lodetti, Trapattoni e Prati, tra i Cinquanta e i Sessanta, sono lontani. Figurarsi quelli di Galli, Baresi, Costacurta e Maldini.
Nondimeno, nella rotazione del Milan, come ricorda Pietro Guadagno sul Corriere dello Sport di oggi, trova posto un numero considerevole di nati o cresciuti nel settore giovanile rossonero. Gianluigi Donnarumma e la sua riserva, il fratello maggiore Antonio, ne sono esempi lampanti. Un titolare pressoché fisso come Ignazio Abate un altro.
Ce ne sono per tutti i gusti, di canterani pronti a dire la loro in un progetto da svecchiamento precoce. L’esterno Davide Calabria e il suo collega mancino Luca Antonelli, figlio d’arte: il padre Roberto, detto Dustin, era tra i fantasisti dello scudetto della Stella col Barone Nils Leidholm e un Gianni Rivera al passo d’addio. Quindi, dalla cintola in su, Manuel Locatelli, strappato all’Atalanta ancora ragazzino, e Patrick Cutrone.


