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Humansolution: le dichiarazioni di Percassi, Maroni e Costanzi

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A Zingonia evento organizzato da Humansolution, con la partecipazione di Luca Percassi, Maurizio Costanzi e Roberto Maroni

Giornata speciale oggi a Zingonia, quartier generale dell’Atalanta, dov’è andato in scena l’evento di Humansolution dal titolo “La valorizzazione dei talenti, fattore critico di successo dell’Atalanta”. Moderati dal giornalista Fabio Caressa, hanno parlato l’AD nerazzurro Luca Percassi, il responsabile del settore giovanile Maurizio Costanzi e il presidente del Gruppo SGB Humangest Holding Roberto Maroni, organizzatore dell’evento.

Queste le parole di Percassi, primo a intervenire: “Ci troviamo nella palazzina dedicata a Mino Favini, che ha fatto crescere tantissimi ragazzi. Anche quelli che non giocano in serie A sono stati formati come persone e hanno appreso i nostri valori: questa struttura, da cui si vedono tutti i campi del Centro Sportivo Bortolotti, è a disposizione del vivaio come dei 230 partner”

“In Italia siamo solo noi ad accogliere l’intera filiera presso la sede societaria. E domenica abbiamo inaugurato la nuova Curva Nord, prima delle tre tranches della ristrutturazione del Gewiss Stadium a opera di imprese bergamasche: la qualità del personale per formare i ragazzi si accompagna alla qualità delle strutture e a quella del territorio”

“Ai tempi di mio padre andare da Clusone a Bergamo era come viaggiare fino a New York, eppure lui fa quello che fa proprio perché si è portato dietro questo bagaglio fin dal suo primo approccio con questa società. Non è però tutto scientifico, ci vuole anche culo: il record di punti con 72 alla prima annata di Gasperini è coinciso con la presenza in campo di Caldara, Conti, Gagliardini, tutti nati nel settore giovanile dell’Atalanta. Kulusevski è figlio dell’attività di reclutamento. Noi ci confrontiamo sempre anche coi genitori. Venduto Bonaventura al Milan, nel 2014, Berlusconi chiamò mio padre dicendogli che era sicuro di trovare un uomo e un calciatore pronto, senza orecchini né tatuaggi”.

Poi la parola a Roberto Maroni“La differenza tra l’Atalanta e le altre squadre è l’investimento sui valori, sul futuro, coi giovani al centro del programma, e non sull’immediata resa economica. Io tifo Milan, ma lì vige una filosofia diversa, fondata sulla spesa corrente, sul ‘cotto e mangiato’, come del resto altrove. Da rossoneri siamo abituati fin troppo bene, non c’è la visione per fare grande la squadra”.

“Il messaggio che nella competizione debba vincere il più bravo o il più furbo è sbagliato. Qui si lavora per riconoscere i talenti e valorizzarli. Poi è chiaro che il fattore C è importante ma non è certo l’unico o il preminente. La soluzione giusta va trovata per ogni talento, con passione, talento e formazione”

“Il nostro a.d. Luca Zelli ha voluto questa partnership per agevolare il contatto fra l’Atalanta e l’aziende. Ogni azienda crea persone più che ruoli”

Infine Maurizio Costanzi“La concorrenza in Lombardia è molto alta, noi proviamo a non farci scappare i talenti più promettenti. Il radicamento sul territorio si sposa a un progetto di lungo termine: prendere i giocatori a 6-8 anni fino ai 20 significa accompagnarne la fase più importante”.

“Lo scouting è il primo settore su cui investiamo. Il calcio di oggi è globalizzata, è finita la presunzione tutta italiana di avere il più bello del mondo: le doti tecniche non bastano, se non se ne hanno di tipo fisico-atletiche di base. Il calciatore deve essere pensante: massimo controllo alla massima velocità”.

“Le statistiche dicono che sui soggetti selezionati nei vivai professionistici l’1,2 per cento finisce in serie A, l’1,6 in B e 3,6 in C. Le società sono di fatto agenzie educative. Ai giovani va data una prospettiva anche per trattenerli”.

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