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Schelotto: “Dico grazie all’Atalanta. Il Papu? Un grandissimo”

L’esterno del Brighton racconta alcuni retroscena durante la quarantena: “A Catania eravamo la squadra più argentina col Papu. Cigarini? Siamo amici”

“A Bergamo sono esploso in un anno e mezzo strepitoso, poi ho scelto l’Inter a gennaio 2013 perché non potevo dire di no a una grande squadra. Dico grazie all’Atalanta e alla città: mia madre ha sconfitto il cancro grazie alle cure dell’ospedale. E il Papu Gomez è un grande, anche nella testa”. Parole e musica di Ezequiel Schelotto, confessatosi al giornalista Nicolò Schira su Instagram in una lunga intervista spesso tinta di nerazzurro durante la quarantena con la moglie Gisela e la figlia Isabela.

SCHELOTTO E L’ATALANTA. “Mister Colantuono, a cui voglio molto bene, era un bel martello. Indubbiamente l’Atalanta è stata importante per la mia carriera: partiti da meno 6, sfiorammo l’Europa League. Bergamo sta attraversando un momento duro, le do un grande abbraccio: ho perso anche alcuni amici”, le dichiarazioni di Schelotto, ora al Brighton.

SCHELOTTO E IL PAPU. Il Galgo, classe ’89 e svezzato in Italia appena maggiorenne dal Cesena di Bisoli, ha parole di apprezzamento anche per il capitano dell’Atalanta attuale. “Al Catania come allenatore ho avuto anche il Cholo Simeone, un grandissimo. Il mio punto di riferimento resta Pupi Zanetti, uno della cantera del Banfield come me, che pure tifo Velez. In rossoazzurro, la squadra più argentina della serie A: Maxi Lopez, Pitu Barrientos, Chico Ricchiuti, Silvestre e appunto Gomez. Il Papu sta facendo grandissime cose: è cresciuto molto nella testa ed è migliorato nei tempi di gioco e come mentalità con Gasperini. Come personaggio e talento era così già 10 anni, fortissimo nell’uno contro uno”.

SCHELOTTO E LA TOP 11 COL CIGA. “Con Luca Cigarini abbiamo litigato di brutto dopo il mio passaggio all’Inter (4-3 bergamasco a San Siro, 7 aprile 2013, rosso con cazzotto di Cristian Raimondi, NdR), ma siamo grandi amici. Lo metto nel mio centrocampo nella top 11 degli ex compagni – chiude Schelotto -. In porta Handanovic, in difesa io a destra e Pupi Zanetti a sinistra. Centrali Walter Samuel e Coates. A centrocampo il Cuchu Cambiasso, Parolo e Ciga. Davanti Cassano a sinistra, come bomber Bas Dost (olandese già Sporting Lisbona, NdR), anche se pure Denis, Milito e Maxi Lopez erano tanta roba. A completare il tridente Giaccherini”.

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