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Sorpresa: il problema di Gasperini si chiama attacco

1 solo gol nelle ultime 3 partite tra campionato e Champions: quello all’Inter prima della sosta. L’attacco di Gasperini, pur prolifico, sta segnando il passo

Il problema, vedi cinquina beccata in casa dal Liverpool, era la difesa, 21 gol presi in 11 partite? Pronti: un attacco da 24 ne ha fatto soltanto 1 nelle ultime 3 partite, all’Inter, alle soglie della seconda sosta per le Nazionali. Tra turnover ai minimi termini e occhiale con lo Spezia alla ripresa della serie A, secondo L’Eco di Bergamo per Gian Piero Gasperini s’impone una priorità: centrare le scelte nel reparto offensivo, perché finora hanno fatto perdere punti proprio come a Cesena sabato scorso.

GASPERINI, ATTACCO SOTTO ATTACCO. Il pareggino con la neopromossa, con Josip Ilicic supertitolare a dispetto dello zero nei tiri in porta, è un nuovo passo indietro in un periodo di magre: le prime 3 in campionato vinte, poi dalla sosta per le Nazionali di ottobre battute solo Midtjylland e Crotone su 8 match tra Italia (5) ed Europa (3). Dalla cintola in su ci sono 7 giocatori per 3 posti, con Mario Pasalic ormai sempre più centrocampista e basta: prova ne sia che l’ultima volta ha sbagliato 3 occasioni facili. Sarebbe da recuperare ai livelli della scorsa stagione, 7 reti e 12 assist, ma per ora è fermo rispettivamente a 1 e 2.

ATTACCO: GASPERINI E LE SCELTE. L’insistenza del Gasp sul recupero in campo dello sloveno e del Papu Gomez (sostituito nella ripresa dal croato), i “giocatori chiave” di cui parla spesso, che tolgono spazio a chi gioca meno e potrebbe essere utile: leggi Sam Lammers e Aleksey Miranchuk, riserve di Duvan Zapata fermo al palo e dello stesso Josip per 68 e 84 minuti. Vale la pena, si chiede il quotidiano cittadino, perdere punti perché le gerarchie sono tanto cristallizzate da fare preferire intoccabili fuori condizione a innesti più freschi?

GASPERINI E GLI ALTRI REPARTI. Se dietro l’uomo più è Cristian Romero, è il mercato degli esterni che alla prove dei fatti s’è dimostrato negativo. Fabio Depaoli, il ritrovato Cristiano Piccini e Johan Mojica non valgono il sacrificio tecnico da plusvalenza di Timothy Castagne. Se le gerarchie e il rendimento dei singoli rimarranno uguali fino a fine anno, la finestra invernale potrebbe rimanere aperta in entrata come in uscita.

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