Inter-Atalanta, tattiche a confronto

La quinta sconfitta dell’Atalanta in campionato spegne le chiacchiere su un possibile scudetto ma regala qualche consapevolezza in più e una novità tattica

Secondo L’Eco di Bergamo, lo scudetto della Dea sarà ora conquistare un’altra Champions, vincere la Coppa Italia, un trionfo storico, e tornare in Europa. L’Atalanta è ormai la rivale più temuta dalle grandi, quella che può mettere il bastone tra le ruote a chiunque in una rincorsa scudetto, l’unica squadra a cui arrivano complimenti che elevano l’autostima anche dopo una sconfitta.

LA TATTICA DELL’INTER. Quello che manca alla Dea, e che deve sfruttare in ottica Spezia e Real Madrid, è trasformare l’autostima in energia positiva per raggiungere la giusta dose di cattiveria agonistica. L’Inter ha tenuto per tutto il tempo il baricentro medio della squadra bassissimo, a 44,3 metri. In 26 giornate l’Atalanta ha affrontato cinque volte avversarie tanto basse ed erano tutte piccole: Samp, Parma e Genoa in casa, Crotone e Udinese in trasferta.

LA TATTICA DELL’ATALANTA. Mister Gasperini ha risposto avanzando Maehle verso Bastoni e mandando Toloi, il suo difensore senza avversario, largo in fascia contro Perisic. Alla fine ha vinto l’Inter però, che ha chiuso con un 5-3-2 da pullman davanti alla porta, contro un’Atalanta che ha portato a termine la partita con un assetto che non esiste nelle convenzioni: 2-4-1-3.

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