La tripletta di Angelo Domenghini nella storica finale di Coppa Italia del ’63 figlia anche delle ‘legnate’ del compianto Umberto Colombo: “Aveva il fuoco dentro”
“Quando arrivai dalla formazione De Martino avevo bisogno di legnate. Umberto Colombo, come Titta Rota, mi aiutarono a crescere, a diventare grande”. Un Angelo Domenghini commosso regala a L’Eco di Bergamo il suo ricordo del mediano scomparso ieri, in squadra con lui nella storica finale di Coppa Italia del 2 giugno ’63 con la tripletta decisiva dell’ala di Lallio: “Un giocatore dal temperamento di fuoco e una persona buona e intelligente”.
DOMENGHINI: GRANDE CON COLOMBO. “Colombo era un esempio, io ero un pivello: da gente cosƬ si impara in allenamento. Da lui, da Rota e da Livio Roncoli – ricorda ancora Domenghini -. Sono cresciuto come giocatore anche grazie alle loro legnate, anche se la societĆ aveva puntato forte su di me”.
DOMENGHINI: COLOMBO PERSONA PERBENE. “Colombo era un giocatore forte, completo e di personalitĆ . La Coppa Italia vinta insieme resterĆ nella storia – chiude il ‘Domingo’ -. Una persona perbene, ma alla lunga c’eravamo persi di vista: ai calciatori succede. Mi resta un grande ricordo”.


