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30 luglio: Malizia, il Cina e Tramezzani, compleanno per tre

Candeline il 30 luglio per tre ex dell’Atalanta, che hanno inciso in modo molto differente tra loro nella storia nerazzurra

Il portiere ne fa settantatré, il mediano preferibilmente laterale cinquantanove e il terzino dal sinistro ciclonico cinquantatré. Oggi, domenica 30 luglio, candeline atalantine in condivisione per Nello Malizia, la riserva di Ottorino Piotti nei mitici anni ottanta e nei Duemila preparatore dei portieri, Valter Bonacina che un giorno la decise di testa a San Siro dall’alto del suo metro e settanta e infine Paolo Tramezzani, mezza sfortunatissima stagione conclusa coi playout persi contro la Reggina ma anche l’impronta della bomba da fermo segnata alla Roma. Il reggiano dell’Appennino si segnala per il clamoroso terzo ritorno al Sion il 16 maggio scorso, per le ultime tre giornate, senza evitare la retrocessione nello spareggio con la squadra militante in Challenge League dello Stade Lousanne. Nonostante Mario Balotelli

MALIZIA, PROFUMO D’INTESA. Nato a Montenero di Bisaccia (Campobasso) come il magistrato e politico Antonio Di Pietro, lo scattante Malizia, ultimo impegno da tecnico del ruolo nella Virtus Bergamo prima della fusione col Ciserano (2016-2019), è cresciuto a Potenza Picena (Macerata) e nella Maceratese ha avuto la sua rampa di lancio. Carrozziere di professione, prima di mettere piede a Bergamo da giocatore (13 partite e 12 reti subìte tra 1984 e 1988) aveva già avuto contatti con nerazzurri passati e futuri: nel Perugia dell’ex allenatore delle giovanili Ilario Castagner secondo e imbattuto dietro il Milan della stella (1978-1979) si alternava tra i legni con l’ex atalantino Marcello Grassi e il libero era Piero Frosio che si sarebbe accomodato sulla panchina al Comunale, nel Cagliari (1982/83) c’era anche Giovanni Vavassori del cui staff tecnico avrebbe fatto parte. Arrivato da Padova, l’omega della parabola professionale all’Orceana a 39 anni per entrare nello staff: dal 1992 sotto Marcello Lippi togliendo il disturbo all’addio di Gigi Delneri nel 2009.

IL CINA, PICCOLO GRANDE UOMO. Traghettatore della prima squadra a Palermo nella stagione 2009-2010 dei tre mister – Angelo Gregucci, Antonio Conte e Bortolo Mutti -, oltre che quel 13 novembre 1988 sbucando sulla punizione di Eligio Nicolini per il 2-1 schiacciato al fotofinish nella tana del Milan sacchiano il buon Valter da Cenate Sotto (nato in città e originario di Albano Sant’Alessandro) timbrò tra l’altro un paio di volte in Coppa Uefa al Fenerbahce, una là e l’altra qua. 18 i palloni in porta in 331 presenze, che ne fanno il secondo atalantino di sempre alle spalle delle 435 di Gianpaolo Bellini. Prodotto della Virescit Boccaleone, il Cina, una vita nel settore giovanile da insegnante di calcio fino alla finalissima Primavera di Gubbio nel 2013 persa con la Lazio a dispetto di uno squadrone (Caldara, Conti, Gagliardini e Grassi tra gli altri), uno degli scudieri in campo di Emiliano Mondonico, quell’anno di coppe arrivò fino ai quarti con l’Inter dopo l’avvicendamento tra Frosio e Bruno Giorgi. La fama di eroe anti Malines, semifinalista di Coppa delle Coppe con la squadra che stava risalendo dalla serie B, non gliela toglierà nessuno. Dal ’91 al ’94, invece, stesso percorso di Giuseppe “Picaia” Bonomi quasi un sessantennio prima: alla Roma, per 5 miliardi e mezzo. Chiusa la carriera trentottenne nel Rodengo Saiano dopo essere passato anche dal Monza, fu vice di Mandorlini, Rossi e Colantuono (2003-2007) e le parentesi fuori città non gli hanno mai portato benissimo come allenarore, dal Foggia (2011 e 2012) al Villa Valle (inizio 2021, operazione e abbandono) passando per la Primavera di Lazio (riportata nel primo campionato nel 2019) e Spezia.

TRAMEZZANI, IL GRAN MANCINO. La punizione di sinistro (unico gol in 11 comparsate nerazzurre nel 2003) per vincere (2-1) allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” contro la Lupa il 19 gennaio 2003, ancora non presago della staffetta tra il Vava e Giancarlo Finardi, sintetizza le doti di Tramezzani, difensore esterno dal fisico possente e portato a cercare la conclusione soprattutto da palla inattiva. Nativo di Castelnuovo ne’ Monti (Reggio nell’Emilia), da tuttosinistro fegatoso e ciclonico, mai noto per essere un gran difensore-marcatore, sta vivendo un’avventura dietro l’altra da guru passato dietro la cattedra. Ha fatto da secondo a Gianni De Biasi nella Nazionale albanese per smazzarsi anche Lugano, Apoel Nicosia, Livorno, Hajduk Spalato e Al-Faisaly in Arabia Saudita. Proveniente all’epoca da Piacenza, nella Dea era quasi agli sgoccioli, visto che si sarebbe ritirato cinque primavere più tardi nella Pro Patria in C. Un lungo percorso cominciato sul campo milanese del Vigentino, proseguito nell’Inter e soprattutto cambiando maglia a ritmo vertiginoso: Prato, Cosenza, Lucchese, Venezia, Cesena, Tottenham e Pistoiese. Tanti auguri anche al più giovane del compleanno a tre piazze dell’ultimo festivo del mese più caldo dell’estate.

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Silvia
Silvia
9 mesi fa

Tantissimi auguri a tutti e tre di felice compleanno e forza atalanta

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