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19 novembre: candeline per Foscarini, uno della risalita dalla C

Claudio Foscarini, recentemente traghettatore dell'AlbinoLeffe a una salvezza all'ultimo tuffo, apparterrà per sempre al mito della risalita dall'inferno

Ultimamente ha salvato l’AlbinoLeffe, ricevendolo quindicesimo (su venti) dalle mani di un altro ex atalantino (seppur solo a fine carriera) come Beppe Biava, attuale vice della neonata Under 23 di Zingonia, mettendoci 12 partite per farlo. 8 perse, 1 vinta e 1 pareggiata in regular season, 1 vinta e 1 pareggiata nella doppia finale playoff col Mantova. Ma Claudio Foscarini, tornato in panchina per l’occasione per tornare subito a riposo nella meritata pensione, il festeggiato nerazzurro del 19 novembre coi suoi 65 anni, da giocare è legato a doppio filo all’Atalanta, essendo uno degli eroi della risalita dall’inferno della serie C, e da allenatore al Cittadella con cui ha visto all’orizzonte la serie A.

Foscarini, giocatore e allenatore al fosforo

Trevigiano di Riese Pio X, classe 1958, ha nell’apice del palmarès i playoff cadetti la primavera del 2010 inciampando in semifinale col Brescia. Da giovane, il fosforo a centrocampo della Dea promossa al piano di sopra nel 1984 dopo il quinquennio di purgatorio comprensivo dell’unica annata nel terzo campionato professionistico della storia nerazzurra. Uno dei ragazzi di Cesare Bortolotti, giovane presidente sprofondato giù nel primo anno di carica. L’uomo della Marca, raggiunto l’obiettivo, se ne andò al Campania nelle liste suppletive autunnali, senza accompagnare nella gloria Soldà, Perico, Agostinelli, Donadoni e tre ex Montebelluna come lui: il vice bomber Marino Magrin, che lasciò la classifica marcatori cadetta a Marco Pacione (13 a 15) con gli assist decisivi, Domenico Moro e Maurizio Sandri.

La risalita dalla serie C

Foscarini battagliava nel mezzo con senso del gioco e della manovra, al servizio della causa, un altruista di ruolo anche se con stile. In gol una sola volta in nerazzurro: 24 ottobre 1982, appena riportata la squadra in B, il 2-1 alla Cavese sotto un acquazzone tremendo, vedi foto del box di Stampa Sera dedicato al match. C’era ancora Ottavio Bianchi in panca. Nedo Sonetti non avrebbe trattenuto l’ennesimo veneto capitato tra le mani dei dirigenti e del preparatore atletico Feliciano Di Blasi, poi nello staff di Fabio Capello a Madrid, tra i primi a impostare un lavoro di fondo scientifico: 9 chilometri di corsa, quando non c’erano il GPS e il drone per rilevare le prestazioni individuali.

Dalla Marca alla panchina

Dopo Piacenza (1984-1986), agli ordini di Titta Rota e con altri bergamaschi (anche onorari) d.o.c. come Madonna, Mastropasqua, Reali, Serioli, Snidaro, Valoti e Bordoni, il quinquennio nella Virescit (scarpe al chiodo nel ’91) del “Magia” Luciano Magistrelli con cadetterìa sfiorata nello spareggio del 1988 con la Reggina a Perugia. Foscarini da mister ha mantenuto le attese: fosforo in campo, idem dalla riga di gesso tratteggiata. Giovanili viola fino al 1993, quindi Stezzanese e Verdello in Eccellenza e Alzano Virescit, la prima di innumerevoli fusioni: nel 1997 in prima squadra fino al 2001, Coppa Italia di Serie C nel 1997-1998 e storica promozione in B nella stagione successiva. Nel 2001-2002 Rimini in C2 dove perde i play-off contro la Sambenedettese, dal 2003 al 2005 giovanili ma questa volta del Cittadella, poi la promozione in prima squadra con promozione in B nel 2008 e permanenza per un decennio: record di dieci stagioni consecutive sulla stessa panchina e di 294 panchine in Serie B con la stessa squadra. All’8ª giornata della stagione 2015-2016 subentra all’esonerato Cristiano Scazzola sulla panchina della Pro Vercelli, guidandola al 17º posto finale in Serie B; il 15 giugno 2016 è al Livorno, neo-retrocesso in Lega Pro, eliminato ai quarti di finale dalla Reggiana; il 3 aprile 2018 rimpiazza Walter Novellino sulla panchina dell’Avellino in B, per la salvezza diretta di una società fallita praticamente il giorno dopo. Il 6 novembre dello stesso anno subentra a Pierpaolo Bisoli sulla panchina del Padova, ma il 28 dicembre, dopo 5 sconfitte di fila e con la squadra ultima in classifica, viene esonerato e al suo posto torna il titolare. Tanti auguri: gli eroi della serie C sono immortali.

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