Uno è l’archetipo del difensore di vanga più che di fioretto, e l’attrezzo nel senso letterale del termine lo usa insieme alla zappa e a tutto il resto per coltivare i suoi terreni in Sicilia. L’altro, invece, dell’esterno-scheggia dal fisico del supereroe Marvel, adattissimo al calcio contemporaneo, in cui le prestazioni atletiche fanno spesso premio sulla tecnica. Non potrebbero essere più diversi i festeggiati di oggi che hanno indossato la maglia dell’Atalanta: lunedì 20 maggio Fabio Rustico compie 48 primavere e Joakim Maehle, al Wolfsburg dall’estate scorsa dopo due stagioni e mezza da 6 gol e 7 assist in 96 allacciate di scarpe, 27.
Rustico, il difensore di zappa e spada
Calciatore e assessore alle politiche giovanili e allo sport nella giunta del compianto avvocato Roberto Bruni, Rustico, nato a Bergamo e cresciuto a Dalmine, oggi si diverte e fa l’imprenditore agricolo tra Pantelleria, Selinunte e Mazara del Vallo, la città natale dei genitori. Ormai è un quindicennio pieno di full immersion nell’agricoltura biodinamica, tra capperi, uliveti e vigne. Mastino appiccicato all’uomo a mo’ di tafano, cresciuto nelle giovanili nerazzurre e passato dai prestiti al Leffe (1993-1994, settore giovanile) e alla Solbiatese (1995-1996), figlio del commercialista Giovan Battista, in prima squadra il simpatico Fabio ha trascorso solo nove annate fino al 2005.
Il calciatore dal fondo Rustico
Terzino o centrale-backup trai vari Foglio, Mirkovic, Carrera, Sottil, Bellini, Innocenti, Sala e Siviglia, mica degli sprovveduti, non dev’essere stata così male una carriera da professionista tra allenatori come Emiliano Mondonico, Bortolo Mutti, Giovanni Vavassori, Andrea Mandorlini e Delio Rossi. Rustico può vantare 1 match in Nazionale Under 23 sufficiente a fargli vincere i Giochi del Mediterraneo a Bari nel 1997 con Buffon, Totti e Ventola. Da atalantino affezionato, 124 partite di cui 61 in A (34 da titolare) e 43 in B (29) senza segnare ma anche evitando goleade. Il 26 ottobre 1996, nel 2-2 con la Fiorentina a Bergamo, l’esordio, nella Dea del Mondo, nel finale al posto di Andrea Sottil per marcare Lulù Oliveira. Doppietta di Superpippo Inzaghi. Tre i rossi in carriera, pochi per uno che andava per le spicce: 6 aprile ’97 con l’Udinese, 3 ottobre ’98 col Napoli e a metà del guardo, 14 marzo ’98, nel poker sulla gobba a San Siro con tre gol segnati dopo la sua doccia anticipata, contro l’Inter di Ronaldo. Con Rustico a zappare meno di un tempo. Ultima apparizione, prima di essere messo fuori rosa fino alla scadenza del contratto, il 29 maggio 2004, in serie cadetta, 2-0 all’Avellino davanti alla Curva Nord che l’ha sempre amato, nel secondo tempo al posto di Stefano Lorenzi.
Maehle, il laterale con Castagne nel destino
Cresciuto nel natìo Ostervra ed eroe della Danimarca coi suoi 11 gol in 43 presenze, Maehle, biondo e dalla mascella volitiva, ha Timothy Castagne nel destino. Perché gli manca solo di sostituirlo una terza volta, dopo averlo fatto ai tempi del Racing Genk e quindi nella stessa Atalanta sei mesi dopo il passaggio del vallone al Leicester. Preso a 9, rivenduto a 13 in Bundesliga dopo un ampio ammortamento: l’ennesimo capolavoro a due tra Giovanni Sartori e Gian Piero Gasperini, che a dispetto di tante chiacchiere a Bergamo facevano l’uno la fortuna dell’altro ed entrambi quella della Dea. In Europa League, l’apertura nel 3-0 al Pireo con l’Olympiakos l’unico acuto continentale coi colori che fasciano il cuore dei bergamaschi. Ha reso meno di quanto ci si aspettasse da lui? Parere di chi scrive: cazzate sesquipedali, ha sempre fatto il suo e anche di più senza essere mai considerato un titolare, galloni che col Gasp hai voglia la fatica a guadagnarteli sul campo. Uno che nella Danish Dynamite, a momenti, segna più di tutte le punte messe insieme può essere scarso? Tanti auguri anche a lui, e lasciamo correre le dichiarazioni in tema di clausura, dittatura e corbellerie varie, fra l’altro smentite dall’interessato. Intanto, 286 partite da pro con 15 gol e 27 assist: può bastare?

nella foto: esultanza gol Joakim Maehle



💓 Rustico
A Rustico …
L’altro è un pagliaccio …