I 29 di Petagna, il regista d’attacco che lontano da Bergamo non funziona. Lo riprendiamo? (VIDEO)

Centravanti di manovra nel primo bienno gasperiniano, il mulo di Trieste solo alla Spal ha fatto davvero il bomber. Al Cagliari non resterà

Al Cagliari ne ha segnato uno solo, un quinto di quelli in maglia Monza che causa mancato riscatto torna a vestire fino alla prossima puntata. Non è che i 63 in 337 partite da pro di Andrea Petagna, oggi, 30 giugno, 29 anni, siano un primato per un attaccante. Solo alla Spal, con 29 di cui 4 da ex ai nerazzurri rimastigli nel cuore più quello in Brianza, l’ex centravanti di manovra mancino del primo biennio gasperiniano all’Atalanta aveva mostrato di poter incidere sottoporta. E se fosse lui il candidato a fare da backup a Gianluca Scamacca?

Petagna, il centravanti che preferiva la regia

Fisico da carrarmato e capacità notevoli anche in termini di rapidità, al mulo di Trieste, scuola Milan e passato anche dal Napoli, ha sempre fatto difetto la continuità nella mira. A Bergamo partiva spesso a 50 metri dalla porta servendo di preferenza il Papu Gomez. Un compitino mica da poco copiato a cartacarbone l’annata successiva con Josip Ilicic, prima di riprendere il giro d’Italia col pallone tra i piedi.

Petagna e l’Atalanta: c’eravamo tanto amati

Suo, però, l’uno-due da svolta contro Crotone e Napoli, tra 26 settembre (a Pescara) e 2 ottobre 2016, in chiave anti-esonero per il Gasp. Oppure il matchball di testa col Lione nel girone d’Europa League, anche se gridano molto di più i ben 16 assist prima di trasferirsi a Ferrara, mentre qui arrivavano in successione Duvan Zapata e Luis Muriel.

Petagna, il gemello diverso di Cristante

Bryan Cristante, ritrovato sotto le Mura Venete, era stato suo compagno anche nelle giovanili del Milan (doble Giovanissimi-Allievi 2010-2011, Viareggio Cup 2014) e ancor prima nel Donatello di Udine. Nipote d’arte, del tarantino Francesco che avrebbe poi allenato anche la Spal dopo aver giocato a lungo nell’Unione, ha avuto come alma mater l’Itala San Marco. Incapace di convincere anche nei parcheggi a Latina, Vicenza e Ascoli, il Diavolo lo cedette per 1 milione, trasformati in 6 dai bonus più la percentuale della cessione sulla via Emilia. All’U-Power Stadium è tornato. In definitiva, utilità a parte benché a sprazzi, un campioncino dal grande avvenire alle spalle: 4 dicembre 2012, a 17 anni esordio in Champions con sconfitta di corto muso a San Siro contro lo Zenit subentrando a Bojan oltre il novantesimo. Per colpa della sua atipicità, solo una presenza in Nazionale A il 28 marzo 2017 ad Amsterdam con l’Olanda. Tanti auguri e chissà che non ci si riveda.

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Micio_Re
Micio_Re
1 anno fa

NON È DA RIPRENDERE!
Un ENORME grazie per quello che ha fatto qui (per sempre nel mio cuore, come penso di tutti i tifosi dell’Atalanta) ma non è un giocatore che porterebbe un miglioramento, mi aspetto un centravanti più giovane e anche più forte. Petagna è un attaccante da Serie A, ma non per squadre ormai del livello dell’Atalanta.

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1 anno fa

Non dobbiamo tornare indietro ma andare avanti guardando il futuro non il passato….

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1 anno fa

Abbiamo piccoli a fatto+ gol d retegui.sl la dea..

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1 anno fa

Ragazzi…se non avete niente di sensato da scrivere potete anche riposarvi, eh. Non è obbligatorio scrivere sempre qualcosa. Tra un po’ andate a ripescare Marino Magrin

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1 anno fa

Chi te lo ha suggerito ? Gravina e Spalletti ?

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1 anno fa

Chiunque tu sia a scrivere fai una cosa compratelo tu e tienilo nel tuo giardino a palleggiare

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1 anno fa

Ma per piacere!

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1 anno fa

Basta droga per piacere…

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1 anno fa

Preferisco le fantasie erotiche, Petagna e’ ormai un ex calciatore

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1 anno fa

Ma per favore anche no

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