Un motorino di centrocampo bravo a tamponare e a inserirsi, un’ala fisicata non troppo in confidenza col gol (17 in 190 match) almeno a livello pro. Il 10 agosto è il compleanno di un nerazzurro storico e un ex prodotto del vivaio. Dice ottanta Battista Festa detto Cico, eroe a cavallo di due decadi dagli spareggi del Settantasette fino alla retrocessione in C dell’Ottantuno, e ventotto Gabriel Lunetta, che nemmeno a Bolzano e dal 1° febbraio a Lecco sembra aver trovato la collocazione ideale dopo il rientro dal Rijeka, cui l’Atalanta l’aveva ceduto a titolo definitivo due estati fa.
Festa, el Cico bresciano
L’amatissimo Festa, bresciano di Chiari calcisticamente cresciuto a Crema nella Pergolettese, era un manovale del calcio, proprio nel senso che diversamente avrebbe continuato a fare il muratore. Proveniente dal Cesena, sotto Titta Rota partecipò subito al piano risalita fino a indossare spesso la numero 10. 152 presenze e 6 reti fino al 1981, anche agli ordini di Bruno Bolchi e Giulio Corsini che all’inaugurazione della presidenza del trentenne Cesare Bortolotti non evitarono la caduta al terzo livello professionistico nazionale.
La Festa del 10 agosto
A Modena dal 1969 al 1971, Cico ha indossato appena quattro maglie in carriera. Oltre i confini nazionali, le 6 partite nella Coppa d’Estate 1978, una particolare edizione dell’Intertoto a fine campionati contro Metz, Liegi, Bochum dall’11 al 31 maggio. In A, i gol a Pescara (9 aprile 1978, apertura dopo 5 minuti al volo su una seconda palla da angolo di Bertuzzo), Torino (ko per 3-2 fuori casa, il 2-2 dal dischetto dopo aver infilato la propria porta), Inter col gol del 2-2 a 16′ dal gong il 26 novembre del ’78 e quello decisivo all’Hellas di corto muso a Bergamo il 18 marzo ’79. In B, bucate Monza (ibidem, 3 ottobre ’76) e Sambenedettese a 2 anni dal ritiro, il 14 ottobre 1979. Una parabola da 450 partite, di cui 132 nella Romagna passata dal sogno della Coppa Uefa alla retrocessione sotto Radice, Bersellini e Marchioro.
Lunetta dice 28
Gabriel, babbo salentino e mamma francese, 59 match bucando la porta nemica 21 volte nel biennio in Primavera, al giorno d’oggi magari si sarebbe fermato nell’Under 23 nata l’anno scorso. Invece, parcheggi. Dal 2016 Gubbio, Renate, Giana/Sudtirol, biennio alla Reggiana con promozione in B, Alessandria e quindi Rijeka, prima del rimpatrio: dal gennaio 2023 è ancora in Alto Adige, riscattato l’estate successiva e poi finito in riva al Lario per una retrocessione quasi inevitabile. Tanti auguri.




Auguri Cico🍾🥂
Auguri
In quei anni sempre presente casa e trasferta.
Pizzaballa,Andena,Mei,Mastropasqua,Marchetti,Tavola,Fanna,Rocca,Scala,Festa,Bertuzzo. Ero un bambino,chi se la scorda. Festa un bresciano che diventò tifosissimo dell’Atalanta, quando aveva cinquant’anni giocava ancora nei tornei notturni,prendeva palla a centrocampo ed andava in porta (fonte di un conoscente bresciano)
Vive ancora a Chiari, suo paese da sempre!
Ioooo