E dire che era iniziato tutto in serie D, al Grassina, appena diciassettenne. Ormai è passato quasi un anno da quella mezza sera di gloria in Polonia, in casa del Rakow Czestochowa, sul “neutro” di Sosnowiec visto l’impianto originale non a norma per l’UEFA. Quel 14 dicembre 2023, e peccato per il palo che gli ha impedito di inaugurare lui al poker anziché il compagno Giovanni Bonfanti, per Tommaso Del Lungo rappresenta il battesimo del fuoco europeo, rimasto ahilui l’unico segno più nella prima squadra dell’Atalanta. Il 21 novembre, invece, è il suo ventunesimo compleanno: il ragazzone di Firenze, un braccetto che sa sostenere l’azione iniziando a pressare alto appiccicato al laterale destro, sogna sempre di rompere il ghiaccio anche in campionato agli ordini quel Gian Piero Gasperini che non gli ha mai fatto mancare anche pubblicamente i segni della propria stima.
Del Lungo, il ragazzo di Firenze: dalla D all’Europa in due anni e mezzo
Il club di Bagno a Ripoli, con 28 partite, è stato il trampolino di lancio da semiprofessionista verso l’ipotetico impegno con l’Under 18 nerazzurra, cui arrivò nemmeno maggiorenne. Ma con Stefano Lorenzi è rimasto giusto lo spazio di un pomeriggio, il 3 ottobre 2021, contro il Sassuolo, dopo aver già esordito il 19 settembre precedente nel finale al cospetto della Sampdoria nella Primavera, categoria in cui avrebbe fatto entro breve intravedere il suo enorme potenziale di ex attaccante diventato terzino e poi difensore a tre, 61 match e 1 gol al Bologna (ko casalingo ormai quasi due anni fa) passando sotto maestri come Massimo Brambilla e Marco Fioretto. Aveva iniziato a calciare un pallone all’oratorio, il buon Tommaso, tarsferitosi novenne dalla Sales alla Fiorentina per poi agganciare la Cattolica Virtus, il club che aveva dato i natali calcistici a un certo Paolo Rossi.
Dal Gasp all’Under 23: a quando il ritorno?
Se l’Under 23 è stata di fatto concepita come squadra riserve per introdurre un cuscinetto fra settore giovanile e big da serie A ed Europa, allora il fiorentino Del Lungo può sempre sperare prima o poi di completare il percorso a rovescio dopo essere diventato una colonna dei nerazzurri in serie C. Dove, in 27 partite finora tra le due stagioni, sempre un po’ disturbate da acciacchi e acciacchini che forse gli stanno impedendo di spiccare il salto definitivo, ha sistemato il Lumezzanese e la Pergolettese, di testa e di piede, perché stacco e leve lunghe sono sue caratteristiche evidenti. Intanto morde il freno e impara: oltre all’esordio in Europa League, che può ben dire di aver vinto pure lui, un’altra panchina lì con lo Sporting a Bergamo più le tre recenti in Champions (Arsenal, Shakhtar, Celtic); in campionato, infine, panchine col Monza due annate or sono, con Milan, Torino, Inter, Como, Bologna e Venezia nella scorsa. Tanti auguri e, soprattutto, in bocca al lupo: tra serie D ed Europa si può e si deve ben passare anche dal primo livello nazionale. Anche se per ora è Francesco Modesto a tenerselo stretto.


