Uno, quello più anziano e ormai ritirato da un triennio, è fermo a 22 presenze in prima squadra dopo esserci cresciuto nelle giovanili. L’altro, entrato dalla finestra invernale il 3 febbraio appena prima che chiudesse, a sole 7, per di più in prestito. Il 14 maggio è il giorno delle candeline sulla torta per chi nell’Atalanta, a livello senior, c’era rimasto e potrebbe rimanerci gran poco, il trentanovenne Marco Motta e Stefan Posch, nazionale austriaco neo ventottenne in parcheggio temporaneo dal Bologna ormai fermo da una settantina di giorni.
Le 28 primavere del mistero Posch
Giunto dalla via Emilia da backup-controfigura sostituto sia dello spallato Giorgio Scalvini che di un Odilon Kossounou rottosi improvvisamente il tendine degli adduttori a destra, Posch è indisponibile da tre giorni prima del poker nella tana della Juventus che pareva autorizzare sogni di gloria nerazzurri in quota scudetto. Era il 6 marzo. Tre settimane fa l’uomo di Judenburg in Stiria aveva ripreso a lavorare sul campo, salvo dover fare marcia indietro, perché la lesione alla giunzione muscolo tendinea del bicipite femorale sinistro si sta rivelando molto ardua da superare. E così, a ruota dell’esordio nel quarto di Coppa Italia perso a Bergamo di misura proprio col suo recentissimo passato, il buon Stefan, lasciato andare da Vincenzo Italiano dopo l’eliminazione dalla Champions ai gironi in rossoblù, s’è smazzato da titolare da braccetto Verona-Cagliari-Empoli-Venezia giocandosi le sue chance dal 1′ e da riserva anche nel fatale barrage atalantino col Brugge.
Posch, da Judenburg a Zingonia
Catapultato nel grande calcio dai viennesi dell’Admira Wacker dopo essersi diviso nel vivaio tra Kraubath, Leoben, Grazer AK, la stessa Admira e i tedeschi dell’Hoffenheim con cui a vario titolo, pure nella squadra B, ha giocato un settennio, il classe ’97 che a quattro gioca di preferenza da terzino destro al Dall’Ara ha trovato l’ex uomo-mercato dei bergamaschi Giovanni Sartori e col tempo i volti noti a Zingonia Freuler-Orsolini-Cambiaghi-Holm. Beukema-Lucumì, più Casale, da centrale non gli garantivano che furibondi ballottaggi multipli per una maglia, senza contare Holm e De Silvestri in fascia bassa. Fin qui, da pro, un’onestissima avventura da 284 allacciate di scarpe, 16 reti e 5 assist più 42 e 2 in Nazionale.
Colomba Motta
L’ultima stazione, in Indonesia, al Persija Jakarta, il 26 marzo di treanni fa, contro il Bhayangkara. Da lì, fine del menage di Marco Motta col pallone tra i piedi, 323 partite, 8 gol e 21 assist con trafila nel settore giovanile della Deaprima di passare per 22 partite insieme alla prima squadra e anche dall’attuale allenatore Gian Piero Gasperini ai tempi del Genoa. Nel 2004-2005, iniziato da Andrea Mandorlini e concluso da Delio Rossi, la caduta a piombo in B. Il lecchese della Brianza, di Lomagna, nato a Merate, era alla prima di tredici maglie. La dodicesima, antesignana delle vacanze post pallone, l’Omonia Nicosia, Cipro, al netto del negozio di articoli sportivi aperto a suo tempo a Grassobbio. Laterale dal gran fisico e dalle sgroppate a due fasi, viene fatto esordire dal tecnico riminese subentrato al ravennate il 9 gennaio 2005, in casa della Roma, al posto di Riccardo Montolivo al 20′ della ripresa. Altre 18 presenze più le 3 di Coppa Italia (Juve nel ritorno a Torino degli ottavi, quarti con l’Inter), e avrebbe indossato nel prosieguo pure il giallorosso.
Motta al giro d’Italia… col Gasp
Subito in comproprietà all’Udinese, tra le due esperienze in Friuli il prestito al Torino da riscattato dalle Zebrette. Nel 2009-2010 è alla Lupa, ma per poco: acquistato a metà in estate, va in prestito oneroso alla Juventus che alla fine lo riscatta, anche se Antonio Conte decide di parcheggiarlo a Catania nella sessione invernale del 2012 impedendogli di fregiarsi dello scudetto. Un’altra cessione a titolo temporaneo al Bologna e nel 2013 fa appena in tempo a vincere la Supercoppa Italiana al ritorno in bianconero, quindi il posteggio invernale al Grifone dal Gasp: 11 su 13 da titolare e gol al Milan il 7 aprile 2014, anche se per molte fonti sarebbe autorete di Abbiati. Fine dell’avventura nel Belpaese: da gennaio 2015, due ingaggi a metà stagione con Watford e Charlton prima di trasferirsi all’Almeria, curiosamente lo stesso club da cui sarebbe stato prelevato El Bilal Touré, l’acquisto più costoso della storia atalantina, e di lì a Cipro. Conta 1 presenza in Nazionale maggiore, chiamato da Cesare Prandelli il 10 agosto 2010 a Torino con la Costa d’Avorio (0-1), dopo aver fatto la trafila nelle giovanili segnando alla Croazia alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Tanti auguri.



Non e’ male!!! Armonioso..veloce…forte nel gioco aereo. .buon controllo di palla….aggressivo….
Non da Atalanta
Il rinforzo di Gennaio insieme a Maldini🤣
Per ora mi sembra bravo solo quando salta a colpire di testa per il resto niente di che bonfanti in prestito a Pisa può fare meglio
Rimandiamolo al mittente… bastava prendere un paio di svincolati di livello e magari potevamo essere lì con Napoli e Inter….
Mediocre…
Scarpone