Un portiere, cinque allenatori: Alex Calderoni a Bergamo
Gian Carlo Finardi, attuale viceresponsabile del settore giovanile. Quello dell’esordio in serie A. Contro l’Inter, il 3 maggio 2003, per la squalifica del titolare Massimo Taibi causa istinti omicidiari appena sopiti contro l’ex compagno doppiettista (2-2) del Torino Massimo Donati, colpevole di aver offeso gli ex compagni non esultando. Delio Rossi, quello della promozione a numero 1 nella seconda metĆ del 2004-2005, annata della retrocessione utile a defenestrare il rivale, poi sbolognato proprio ai granata. Una placida retrocessione ed ecco Stefano Colantuono, a garantire un giro di corsa da leader del ruolo incontrastato in B e l’altra in A. Son tre i tecnici di peso nella carriera atalantina di Alex Calderoni da Ravenna, neo 49enne. Ci sarebbero anche Giovanni Vavassori e Andrea Mandorlini, che però il campo glielo facevano vedere col binocolo.
Dal miracolo Alzano al mare di Cervia
In realtĆ il ponte con Bergamo per Calderoni fu quello sul Serio, a fine secolo scorso, nell’Alzano Virescit di Claudio Foscarini. La promozione in B in bianconero all’alba del nuovo secolo ĆØ lo spartiacque della vita sportiva dell’attuale gestore con la dolce metĆ del Bagno Oasi 67 di Cervia: prima, la gavetta nel ForlƬ e quindi coi seriani, da prodotto del Cesena. Nel dopo Mura Venete, la ridiscesa graduale verso le categorie minori, con la voglia di giocare di sempre: Treviso, Torino, Triestina, Atletico Roma, Cesena, Padova, Juve Stabia, Carrarese e Ribelle, chiudendo due estati or sono in serie D a Castiglione di Ravenna. In nerazzurro, 110 match con 119 reti subƬte, 383 e 469 in 19 anni pieni da professionista. Un mare di auguri.


