L’ultimissima, filtrata dal Corriere dello Sport, è che il fondo Oaktree, il vero padrone dell’Inter, sarebbe disposto a mettere mano al portafoglio più in profondità solo se l‘Atalanta venisse incontro alle cifre già offerte. Insomma, più verso i 40 della proposta iniziale che verso i 50 fissati come risposta definitiva. Quel che si dice tirare la corda, oltretutto da una posizione di forza soltanto apparente, costruita artificiosamente sulle profferte all’interessato, Ademola Lookman, quattro milioni e mezzo a stagione fino al 2030. Subito, fin dall’inizio, è scattato il paragone, il parallelismo col tira e molla con la Juventus due sessioni di mercato fa per Teun Koopmeiners. Se a Milano lo pensano, ebbene, è una pericolosa illusione. La corte imperfetta del PSG e le due partite saltate all’inizio dello scorso campionato non fanno testo.
Lookman uguale Koopmeiners? Per niente
Innanzitutto, l’attaccante nigeriano non s’è messo preventivamente a ciurlare nel manico dei giornali come il trequartista poi bianconerizzato ai tempi sul De Telegraaf. Ad agosto inoltrato, rifiutatosi di mettersi a disposizione con la Supercoppa Europea contro il Real Madrid alle viste, alla vigilia di Ferragosto a Varsavia, l’olandese aveva già la certezza di andare via e sapeva che il compratore avrebbe soddisfatto le richieste del venditore. Un caso non diversissimo, visto che anche stavolta c’è chi vuole e c’è chi è d’accordo nel farsi volere, ma poggiante su basi e premesse diverse. Donde i certificati medici per depressione e le uscite solo per sguinzagliare il cane in Castagneta. Donde la puntualità meticolosa del Pallone d’Oro d’Africa nel rispettare date e tappe del programma precampionato.
Da agosto 2024 a luglio 2025: l’Inter non s’illuda
Di completamente diverso, insomma, al netto delle bizze da sciantosa di RoboKoop, c’è la bilancia della domanda e dell’offerta non più pendente dalla parte di chi è già partito all’assalto. Non che ‘Mola, in prima persona, abbia la certezza di andarsene per amore o per forza. La finestra estiva è destinata a chiudersi con l’arrivo di settembre, tempo per ripensamenti e offerte dall’estero, la destinazione preferenziale agli occhi del front office di Zingonia, ce n’è eccome.
Gli infortuni diplomatici? Un brutto ricordo
Per il ricorso a infortuni diplomatici, invece, i tempi sarebbero sospetti e i modi non si stanno appiattendo su quelli da furbetto dell’illustre predecessore. In comune, invece, altri due anni di contratto, più una garanzia a favore della società detentrice del cartellino che una vera e propria blindatura: sia fatta la volontà del giocatore, insomma, ma stavolta chi compra non ha il potere di decidere alcunché. Anche perché c’è sempre un Atletico Madrid che incombe e con cui si è già chiuso un affarone, Matteo Ruggeri.



Quindi?
La Juve (o meglio Giuntoli) erano due anni che seguiva Koop (aveva fatto un’offerta anche quando era al Napoli) ed era pronto a tutto per prenderlo. L’Inter invece è più furba, sa che questa è l’ultima estate per incassare certe cifre su Lookman e se ne sta approfittando, 40 milioni o aspettano che il valore cali ulteriormente.
Non solo Ruggeri ma già anche Musso. E potrebbe anche esserci qualche contropartita tecnica. Detto tutto questo il comportamento dell’Inter è ostile e probabilmente è una sorta di ripicca sullo smacco del diniego di Scamacca e della sua scelta di venire a Bergamo piuttosto che andare con loro. Non conoscendo bene le dinamiche anche all’interno della lega dove Luca Percassi è vicepresidente e Giuseppe Marotta consigliere (ex dirigente di Atalanta), è difficile per noi fuori dalle stanze sapere se davvero sussistano i tanto sbandierati buoni rapporti. A me pare che i motivi per andare così d’amore e d’accordo non ci siano più. Parlando solo dal lato societario. Dal punto di vista delle tifoserie è meglio soprassedere visto i recenti fatti di sangue.
Basta farci prendere per il c#lo dal finto malato e dai bauscioni!!