Cinque comparsate nell’Atalanta, altrettante all’Ipswich Town nella stagione divisa a metĆ , una di meno ma anche il paio nella squadra Under 21 allo Sheffield United col downgrade in Championship. Benjamin Matthew Godfrey, il difensore-gentleman di York che solo il 29 giugno di due anni fa salutava Bergamo come la sua nuova casa, oggi, giovedƬ 15 gennaio, spegne 28 candeline da sovrannumero ripudiato anche dalla seconda e fin qui ultima destinazione da parcheggiato scomodo.
Godfrey, 28 candeline da equivoco tattico
E dire che la sua avventura in nerazzurro, da inseguito speciale fin da quel poker sporco a Carrow Road dei suoi futuri colori ai danni del Norwich City, la rampa di lancio verso l‘Everton, nell’amichevole del 30 luglio del 2019, era cominciata nientemeno che contro il Real Madrid. Da cambio di Davide Zappacosta, quindi da esterno destro a tutta fascia, tra un gol e l’altro delle Merengues ancelottiane (il primo allenatore a Goodison Park) alla vigilia di due Ferragosto or sono, a Varsavia, nella Supercoppa UEFA persa all’inglese. Stesso destino col Lecce in campionato cinque giorni dopo. L’unica in serie A, per il nipote di giamaicano due volte nazionale inglese. In Champions League, invece, con lo Shakhtar a Gelsenkirchen gli spiccioli finali per Odilon Kossounou il 2 ottobre e per Isak Hien il 26 novembre a Berna con lo Young Boys. Per chiudere, il 18 dicembre 2024 nell’ottavo di Coppa Italia col Cesena al posto di Berat Djimsiti. Sipario sulle concessioni di Gian Piero Gasperini. Un equivoco tatti fatto e finito, si direbbe, da ex terzino a quattro, specie nei Toffees. Ai quali era costato 25 milioni di sterlini, 27,5 in termini di euro. Alla Dea, 10 tutto compreso. Per 93 minuti giocati al netto dei recuperi: la divisione fatela voi…
Nemo propheta in patria
La chance bruciata coi Tractor Boys di Kieran McKenna, alla fine retrocessi dalla Premier League, insomma, ha fatto il paio con Chris Wilder che l’ha scaricato ufficialmente il 19 dicembre scorso. Come scritto da National World, “l’ex stella dell’Everton e nazionale inglese” (sic) ha visto rescindersi anticipatamente il contratto di prestito tra il club di Championship (la serie B inglese) e la societĆ di Zingonia. L’ultima apparizione del terzino o centrale destro risale al 20 settembre contro il Charlton. Praticamente sei giorni dopo la cacciata dell’allenatore di inizio annata, Ruben Selles. 300 minuti e rotti in totale per l’ennesimo foglio di via, a carico dell’ex delle giovanili di York City, Middlesbrough e Canaries, prestato una prima volta in League One allo Shrewsbury Town a cavallo delle prime due ondate di Covid-19. Fin qui, 283 partite da professionista condite da 7 gol e 5 assist.
Seconda chance? Difficile, da settimo di reparto
E ora? A pieno regime la difesa di Raffaele Palladino ha sei uomini, Kossonou, Scalvini, Hien, Djimisiti, Ahanor e Kolasinac. Su una seconda chance bergamasca il ventisettenne di York è ben difficile che possa fare affidamento. A meno che non venga ritenuto buono per dare profondità al reparto esterni, dove sarebbe in teoria in sovrannumero anche lì, visto il rientro a gennaio di Mitchel Bakker. Del resto non aveva convinto, tra concorrenza e altro, nemmeno Benitez, Ferguson, Lampard e Dyche. Nel frattempo, tanti auguri, Big Ben.



D’Amico, mandalo a Verona.
Non saprebbero cosa farsene neppure lƬ.