Atalanta, tabù neopromosse: nessuna vittoria nelle ultime sei sfide

Dopo il pari con il Pisa, prosegue la striscia deludente contro le squadre salite dalla B. L’Arena Garibaldi resta stregata

 Le neopromosse continuano a essere un ostacolo insormontabile per l’Atalanta. Con il pareggio di ieri contro il Pisa, sono sei le partite consecutive senza vittorie contro formazioni provenienti dalla Serie B. Una serie che conferma un trend negativo preoccupante per una squadra abituata a lottare per le zone alte della classifica.

Atalanta, tabù neopromosse

Nel dettaglio, la squadra nerazzurra ha raccolto 4 pareggi e 2 sconfitte nelle ultime sei gare contro le neopromosse: doppio pari quest’anno con il Pisa, 1-1 sia all’andata che al ritorno, pareggio anche a Cremona e sconfitta contro il Sassuolo. Guardando alla scorsa stagione, si aggiungono la sconfitta con il Parma e il pari casalingo con il Venezia. L’ultima vittoria risale a un anno fa a Como, un successo che oggi sembra lontano nel tempo e nello spirito. Come sottolinea L’Eco di Bergamo, l’Arena Garibaldi si conferma un campo stregato per l’Atalanta, che non ha mai vinto nello stadio pisano negli ultimi dieci anni. Un dato che si aggiunge ai numeri della giornata: i nerazzurri hanno interrotto due strisce positive, ovvero quella delle tre vittorie consecutive e quella delle tre gare senza subire reti, durata 382 minuti: da Lautaro Martinez (al 65’ di Atalanta-Inter) fino al gol di Durosinmi (all’87’ di Pisa-Atalanta).

A Pisa arriva il primo pari per Palladino

Il match di ieri ha rappresentato anche una prima volta per Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta: dopo 9 vittorie e 3 sconfitte nelle prime 12 uscite, è arrivato il primo pareggio della sua gestione, che evidenzia un cambio di passo rispetto al suo predecessore Ivan Juric, più equilibrato nei risultati (4 vittorie, 3 sconfitte e ben 8 pareggi in 15 partite).

Il dato sulle neopromosse è però quello più emblematico: si tratta di un’anomalia per una squadra come l’Atalanta, solida contro le big e spesso brillante nel gioco, ma in evidente difficoltà nell’imporre la propria supremazia contro avversari sulla carta più abbordabili. Un campanello d’allarme per Palladino, che dovrà trovare contromisure contro squadre più chiuse e compatte, per evitare di perdere punti preziosi nella corsa europea.

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