Forse, all’epoca, la speranza era quella di aver centrato l’ennesima sartorata. Non a caso il responsabile dell’area tecnica Giovanni Sartori l’aveva giĆ avuto al Chievo dopo averlo pescato in Belgio dal Gent. Oppure di ripetere l’affare Rafael Toloi, da scarto della Roma a nerazzurro praticamente a vita. Invece Ervin Zukanovic, nel piano tattico dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, era praticamente il quarto centrale, il backup di Andrea Masiello che giocava sul centrosinistra col piede debole. Per il mancino di Sarajevo, ritiratosi due estati fa alla seconda stagione in Grecia con l’Asteras Tripoli, oggi al compleanno numero 39 essendo nato l’11 febbraio del 1987, 14 match da titolare su 19 presenze bergamasche su un totale di 423 partite da professionista più 38 nella Bosnia ed Erzegovina con 29 gol e 13 assist.
Zukanovic, 39 anni da ex atalantino
Il difetto più evidente di Zukanovic, all’esordio subito da prestito giallorosso poi non riscattato il 21 agosto 2016 sotto la Maresana nel ko per 4-3 con la Lazio a sinistra del terzetto arretrato con Cristian Raimondi e lo stesso Toloi, ĆØ di aver incrociato da intoccabile tre delle prime quattro sconfitte gasperiniane nelle prime cinque giornate della nuova era. Dalla Samp e a Cagliari le altre due. Ne avrebbe incrociata un’altra, il bosgnacco, il 7-1 a San Siro con l’Inter il 12 marzo 2017. Di lƬ, infortunio muscolare e chi lo rivide più ĆØ bravo…
Da Sartori a Gasperini nel giro d’Europa
Una delle ultime plusvalenze nell’estate del 2015 del presidente clivense Luca Campedelli, il difensore tuttosinistro dal lancio lungo millimetrico e il colpo di testa imperioso dall’alto di 189 centimetri sottostimati, ex profugo di guerra fuggito e ritornato da bambino nella sua cittĆ dopo la guerra civile, ĆØ sempre stato un giramondo. Salvo concludere, per adesso, la sua corsa in patria, da vice allenatore del connazionale Dario Damjanovic: due mezze stagioni concluse a dicembre e a gennaio, rispettivamente al Celik Zenica e all’Igman Konjic. Da calciatore, prodotto genuino dello Zeljeznicar con misterioso ritorno al Velez Mostar dopo aver assaggiato la serie C austriaca all’Austra Lustenau, anche Sulzberg in Austria, un altro misterioso passaggio in Germania all’Uerdinge senza tracce statistiche e quindi tanto Belgio, fra Dender, Eupen, Kortrijk e Gent. Poi, l’Italia inizialmente coi veronesi, la Sampdoria e i giallorossi. Dopo Bergamo, il Genoa a titolo definito, l’Al-Ahli tra i sauditi, la Spal e pure la Turchia col Fatih Karamugruk. Tanti auguri, una maglia ĆØ per sempre. Figuriamoci ben diciannove…



E non é oro tutto ciò che luccica ne ha fatte tante anche lui di cappelle