Chiamarlo riserva non è più possibile. Nikola Krstovic ha ribaltato le gerarchie con prestazioni e numeri che parlano da soli, trasformandosi in uno dei protagonisti della stagione nerazzurra. A metà febbraio, nel momento cruciale dell’anno tra campionato, Coppa e obiettivi europei, l’Atalanta si gode un centravanti che oggi rappresenta una certezza assoluta.
L’intuizione del direttore sportivo Tony D’Amico si è rivelata decisiva. Dopo aver tamponato l’infortunio di Scamacca nell’estate 2024 con l’arrivo di Retegui, la società ha reagito rapidamente alla successiva cessione dell’italo-argentino, chiudendo in tempi record l’operazione per il montenegrino dal Lecce. Un affare lampo che oggi produce risultati concreti: la Dea può contare su due bomber di prima fascia.
L’Atalanta si gode bomber Krstovic
I numeri certificano l’esplosione. Con il gol segnato contro la Cremonese, Krstovic è salito a 7 reti in campionato, diventando il miglior marcatore stagionale dell’Atalanta. Ma il dato più impressionante riguarda il rendimento nel 2026: da gennaio a oggi ha messo a segno 5 gol, viaggiando sugli stessi ritmi realizzativi di Lautaro Martinez. Un paragone che fotografa l’impatto dell’attaccante montenegrino nel nuovo anno. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, Krstovic è un fattore totale. È il primo assistman della squadra con 4 passaggi decisivi, è il giocatore che tira di più (6,8 conclusioni ogni 90 minuti) e quello che centra maggiormente lo specchio della porta (1,8 volte a partita). Numeri che descrivono un attaccante completo, non solo finalizzatore ma anche riferimento per la manovra.
C’è poi un primato che ne consolida lo status: è il primo giocatore nato negli anni 2000 a raggiungere almeno 25 gol e 10 assist dal suo esordio in Serie A (stagione 2023-24). Un dato che certifica continuità e maturità, oltre la semplice fiammata stagionale.
La crescita, però, non è soltanto statistica. È soprattutto tattica. Nei primi mesi a Bergamo, Krstovic ha dovuto adattarsi a un sistema molto diverso rispetto a quello vissuto a Lecce. In Salento era chiamato a lavorare su pochi palloni, cercando la soluzione immediata verso la porta. Con Palladino, invece, l’Atalanta costruisce, domina il possesso e richiede dialogo continuo tra i reparti.
Il montenegrino ha imparato rapidamente. Ha affinato i movimenti, migliorato le letture e integrato la propria istintività con il gioco corale. Oggi non è più soltanto un terminale offensivo, ma un attaccante che partecipa alla manovra, apre spazi e dialoga con i compagni.
Per Palladino si tratta di un “problema” di lusso. Con Scamacca pienamente recuperato, l’allenatore può alternare o affiancare due centravanti di livello internazionale. In un febbraio fitto di impegni, con la Champions League alle porte, avere alternative di questo spessore rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. Krstovic non è più un’alternativa. È una realtà consolidata, un attaccante che ha trasformato un’intuizione di mercato in una certezza tecnica. E l’Atalanta, con due bomber veri, può guardare all’Europa con ambizioni sempre più concrete.


