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Toloi, il difensore-assistman

Lo predica Gian Piero Gasperini da quando lo pagano per allenare: i centrali sistemati all’altezza dei due vertici devono accompagnare l’azione. Lo ha ribadito a modo suo anche il tecnico che ha scippato all’Atalanta l’ultimo malloppo del 2017, Diego Lopez, in sella a un Cagliari killer su palle inattive e contropiedi: “È una squadra con difensori che danno e vanno”. Rafael Toloi è andato e l’ha data, peccato per un certo ritardo: secondo minuto di recupero, scavetto per il Papu Gomez ed ecco il tanto sospirato gol. Della bandiera, cioè inutile, ma tant’è.

Il mastino italo-brasiliano, privo di colpe specifiche nell’inaspettato rovescio casalingo contro i sardi, non è nuovo agli assist, quando per arrivare in porta nessuno riesce a escogitare soluzioni alternative. Una serie inaugurata dal lancio lungo per il pari di Andreas Cornelius, propedeutico alla rimonta poi completata da Andrea Petagna, alla terza giornata di campionato contro il Sassuolo. Oggetto peraltro delle sue attenzioni goleadoristiche, anche in senso autolesionistico, nell’ottavo secco di Coppa Italia del 20 dicembre: incornata del bis sull’angolo di Riccardo Orsolini e riapertura delle speranze altrui alla mezzora della ripresa nel tentativo di sventare la minaccia del radente di Gazzola.

Il ventisettenne di Gloria d’Oeste nella specialità è a quota 4, sullo stesso pianerottolo di gente come Josip Ilicic e il già citato ariete triestino, a un’incollatura del lider maximo argentino dei nerazzurri. Cifre relative alla sola serie A, lasciando perdere l’Europa League. Giusto per gradire. Peccato che i compagni spesso abbiano pasteggiato sul vassoio del numero 3 senza lasciarsi nemmeno le briciole per lo sprint finale: vedi allungo per Jasmin Kurtic per il provvisorio vantaggio di Udine, poi ribaltato, e la sponda da destra a favore di Bryan Cristante per rompere il ghiaccio contro la Spal. Undicesimo e dodicesimo turno, due di fila, per un solo punto conquistato. Ieri il completamento dell’opera, che si lascia dietro più d’un interrogativo, in primis il seguente: la benzina di quelli davanti dura così poco, per costringere agli straordinari gente dal ruolo un tempo destinato alla mera francobollatura dell’avversario diretto?

 

 

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