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La penna in trasferta – Balzarini (Premium): “Juve, attenta all’orgoglio dell’Atalanta”

L’Atalanta ha appena mancato uno dei tre obiettivi stagionali e con la Juventus, tra domenica e mercoledì, si gioca gli altri due. La qualificazione all’Europa League, dopo esserne stata estromessa dal Borussia Dortmund, passa attraverso il piazzamento in campionato o la vittoria in Coppa Italia. “I nerazzurri potrebbero subire il contraccolpo psicologico dell’eliminazione oppure avere uno scatto d’orgoglio, ma conoscendo Gasperini se fossi nei bianconeri starei attento alla seconda cosa: la marcia verso lo scudetto potrebbe incontrare un ostacolo”, è l’opinione di Gianni Balzarini, voce autorevole nonché juventinologo di Premium Sport e SportMediaset.

I bergamaschi rischiano di arrivare al doppio appuntamento con le ossa rotte. E Allegri non può permettersi inciampi sulla via dell’inseguimento al Napoli.
“Il ritorno dei sedicesimi di finale di giovedì sera ha comunque confermato che l’Atalanta meritava di passare il turno. Non è superiore tecnicamente all’avversario che l’ha eliminata, ma è stata superiore nei centottanta minuti. Al pari di Schmelzer mi è venuto il mal di pancia, credo che l’uscita dall’Europa League sia dispiaciuta a tutti gli sportivi italiani. Quando il Papu Gomez, avendo due secondi per decidere cosa fare, ha sbagliato la sua unica occasione, ho avuto un brutto presentimento. È stata pagata l’inesperienza in campo internazionale, che ha portato a qualche disattenzione fatale”.

La squadra più forte tra dopodomani e il 28 febbraio resta lo stesso strafavorita.
“Non è così scontato, perché se l’Atalanta gioca da Atalanta diventa molto difficile da battere per tutti. Lo dimostra la partita dell’andata, quando riuscì a rimontare due gol fino al pareggio finale. Se non hai dimestichezza con le atmosfere e il clima delle competizioni continentali, rischi che ti si prosciughino le energie mentali e fisiche. Ma a Bergamo c’è un allenatore che sa raddrizzare le situazioni: subito dopo il triplice fischio al Mapei Stadium, ha chiamato i suoi alla reazione immediata, solleticandone l’orgoglio e la fierezza per avere raggiunto un traguardo impensabile. Senza mai comportarsi da provinciale nemmeno quando sarebbe stato più comodo sparare la palla in tribuna, aggiungo io: sul 2-2 a Dortmund, che ha rivitalizzato un Borussia steso dall’uno-due di Ilicic, Gasperini non ha rinunciato a fare il suo gioco”.

I padroni di casa di questo nuovo tour de force proposto dal calendario hanno un poker d’assi in meno.
“Si sta tentando di recuperare Higuaìn per la semifinale di Coppa Italia, mentre Cuadrado e De Sciglio rientreranno non prima di metà marzo. Anche Bernardeschi è fuori causa. C’è anche da sottolineare che Dybala, domenica, non disputerà la partita intera anche se sembra in predicato di scendere in campo dal primo minuto: dopo tutto ha alle spalle 43 giorni di stop, mica pochi”.

Capitolo turnover: Allegri ne farà?
“In A c’è il Napoli a una sola lunghezza, l’appuntamento è troppo importante. Il margine di vantaggio in coppa suggerisce che, seppur in misura minima, verrà utilizzato mercoledì. Ad esempio inserendo Marchisio nel terzetto di centrocampo, che tre giorni prima vedrà protagonisti i soliti Khedira, Pjanic e Matuidi, a sua volta ripresosi dai suoi acciacchi. Niente ritorno al 4-2-3-1: contro quel modulo in Champions il Tottenham ha avuto vita facile nel recuperare due gol di svantaggio…”.

A proposito di Marchisio, si riapre la vecchia questione delle mogli dei calciatori che protestano sui social in loro vece…
“È la storia di sempre: difficilmente chi legge da casa può pensare che i mariti o i compagni siano all’oscuro di tutto, proprio perché certi tweet potrebbero danneggiarli. Ma non mi pare che si sia aperto un caso: la Juve non manca di alternative, non esistono titolari fissi e gli elementi a disposizione ove necessario vengono centellinati”.

Chi giocherà davanti?
“Manduzkic ha saltato il derby perché aveva l’influenza e il 38 di febbre, quindi non ha problemi fisici e ci sarà. Tendenzialmente largo nel tridente con Douglas Costa e Dybala. Se invece l’argentino rimanesse inizialmente in panchina, c’è l’opzione Alex Sandro alto a sinistra, come contro il Torino, match tra l’altro deciso proprio da lui. Ma i bergamaschi avranno già le loro contromisure. Per loro la vedo difficile in coppa, visto che devono segnarne due a Torino alla Juve che ne prende pochissimi; in campionato, invece, un punto è tutto fuorché impossibile”.

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