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Doni, il re di Bergamo detronizzatosi da solo

Cristiano Doni immortalato dal calendario della Croce Bianca

Compie 45 anni il recordman e goleador all time dell’Atalanta. Da idolo delle folle a condannato per Scommessopoli, ma il passato sul campo è pieno di gloria

C’era una volta un eroe, così eroe che a Bergamo era diventato praticamente un re. Anzi, il re. Cittadino benemerito, pure, dal 4 dicembre 2008. A furor di popolo e di politica locale. Peccato che con quel pasticciaccio brutto del Calcioscommesse edizione 2010/2011, alias le combine con Parlato, Santoni e la combriccola amica de “I bagni del sole” di Cervia, su cui poi vivificava un vorticoso giro di puntate clandestine e non, Cristiano Doni sia riuscito nell’impresa di rompere il giocattolo detronizzandosi da solo. Le intercettazioni, la galera per farlo parlare sotto le feste comandate dopo la condanna in primo grado della giustizia sportiva, i match nel mirino con Piacenza, Ascoli e Padova, quei “ds” e “mr” (Crotone: bolla di sapone) che rischiavano di mettere sotto scopa anche Gabriele Zamagna e Stefano Colantuono (il primo solo sfiorato da voci malevoli e ingiuste, il secondo prosciolto dal magistrato di Cremona).

RECORDMAN. Il mitico numero 72, lo stesso che oggi è indossato con grazia e classe da Josip Ilicic, anche se all’inizio del millennio era il 27, nella storia dell’Atalanta non solo c’è entrato di prepotenza, ma ha sfiorato la leggenda. 112 palloni messi nella porta altrui, dal 1998 al 2003 e quindi dal 2006 al 2011, di cui 103 solo in campionato (tre annate in B), non sono certo bruscolini. Tanto più che in carriera (anche Modena, Rimini, Pistoiese, Bologna, Brescia, Sampdoria e Mallorca) sono stati 152, più quello in Nazionale A (7 presenze totali, di cui 2 con Ecuador e Croazia ai Mondiali del 2002) al Giappone nell’amichevole di Saitama il 7 novembre 2011.

BIOGRAFIA MINIMA. Cresciuto a Verona dall’età di 3 anni, muove calcisticamente i primi passi nel Crazy Colombo per poi trovare il trampolino di lancio della Primavera del Modena di Sergio Buso. Nel 2012 apre “Il Chiringuito di Palmanova”, un locale sulla spiaggia di Palma de Mallorca. Ora gioca a tempo perso nei tornei delle federazioni minori occupandosi anche di scuole calcio per ragazzini.

PROCESSI E SANZIONI. 3 anni e mezzo per illecito sportivo (disciplinare FIGC) il 9 agosto 2011 (indagato il 1° giugno, “Last Bet”). Arrestato il 19 dicembre 2011 su ordine della Procura della Repubblica di Cremona. Il club parte da meno 6 punti nel 2011 e da meno 4 nel 2012. Il 31 maggio 2012 gli vengono aggiunti due anni in seguito al patteggiamento per Padova-Atalanta. Il 9 febbraio 2015 la giustizia ordinaria gli contesta l’associazione a delinquere rinviandolo a giudizio il 7 luglio successivo insieme ad altri 103 inquisiti. Il 22 dicembre 2016 Doni, Nicola Santoni, Gianfranco Parlato e l’Atalanta vengono assolti dalla Sezione Disciplinare del Tribunale Nazionale Federale (FIGC) in relazione a Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011.

I NUMERI NERAZZURRI. Con la maglia della massima espressione della Bergamo del pallone ha disputato 323 partite, di cui 297 tra A e B e 26 in Coppa Italia. Statisticamente la sua stagione migliore è stata la 2001-2002: 16 reti in 30 gare che gli aprono le porte degli Azzurri di Giovanni Trapattoni. Nel 2006-2007, allo start della sua seconda vita in maglia Atalanta, ne segna 13 giocando dietro Zampagna o Ventola. Nel 3-2 al Livorno del 4 maggio 2008 diventa il miglior marcatore atalantino nella massima serie superando Adriano Bassetto. Dei 9 gol segnati nel 2008-2009, ben 4 finiscono in fondo al sacco dell’Inter. La doppietta alla Lazio del 17 gennaio 2010 gli fa toccare quota 100.

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