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La curiosità – I test estivi e l’aria di derby

Domenica, nella sgambata da curiosità assortite col Rezzato, presenze nerazzurre in campo e anche blucelesti, dirigenza altrui compresa: come un’amichevole in famiglia…

Chiamale, se vuoi curiosità. In un giorno di festa tra volti noti, magari su sponde diverse eppure così geograficamente o professionalmente vicine in un passato non lontano. Archiviato il sofferto 2-1 al Rezzato al sapore di esperimenti, leggi seconde linee addizionate di Berisha-Pasalic-Barrow e di ben cinque Primavera tra cui il firmatario del vantaggio Colpani, c’è da sottolineare il carattere da derby e da amichevole quasi in famiglia dell’Atalanta nella sua uscita domenicale. Dentro e fuori il rettangolo verde, infatti, ieri c’erano due nerazzurri e due ex… proprio così, dei cugini dell’AlbinoLeffe.

I BABY ESUBERI TRA I SEMI-PRO. Il campo Matteo Pedrini, 2000 in uscita dalla Berretti di Zingonia allenata da Stefano Lorenzi, di professione attaccante, non l’ha potuto vedere per una contrattura che gli ha impedito di far parte della rotazione. In compenso è rimasto parecchio fra i titolari, nel ruolo per lui inedito di centrale difensivo destro, l’altro prestito concesso ai bresciani che militano in serie D: l’ex terzino destro della Primavera, Alberto Carminati. Un ragazzo del ’99, franciacortino di Chiari, che nella scorsa stagione agli ordini di Massimo Brambilla aveva assommato 8 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia di categoria dopo tre annate nel Chievo.

SAPORE DI DERBY. Il direttore generale del Rezzato, Matteo Togni, bergamasco d.o.c. classe 1980, oltre a se stesso ha aggiunto una seconda pennellata di bluceleste alla squadra richiamando la vecchia conoscenza Enrico Geroni, che ai tempi delle giovanili nell’AlbinoLeffe (in cui oggi gioca Luca Ruffini, terzino sinistro del ’97 fratello del perno rezzatese Marco, classe ’87) aveva abitato alla Casa del Giovane insieme a parecchi atalantini e s’era fatto qualche stagione in prima squadra. Proprio quando Togni era team manager, prima di diventare direttore generale a Zanica (2011) una volta lasciata libera la carica da Nicola Bignotti (ex Bellinzona, poi Lugano, dal 2015 Pavia e quindi a Chiasso), che poi l’ha richiamato a sé al Genoa come responsabile della comunicazione sportiva: non a caso il dottore in sociologia provvisto di master in management  dello sport, a bocce ferme, dopo il test ha confabulato a lungo e cordialmente col tecnico Gian Piero Gasperini. A volte il mondo è davvero piccolo così.

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