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Sì, Gosens è un goleador. No, non è un difensore…

I mass media si affrettano a definirlo il miglior difensore goleador del Vecchio Continente, ma la posizione in campo del tedesco è tutt’altra. Gosens è uno Spinazzola che segna

Settebello in campionato, grazie a quel mancino al volo nel settebello di squadra al Toro che tanto ricorda uno dei castighi da manita inflitti all’Everton tre edizioni fa dell’Europa League. Ottovolante se si considerano le competizioni extra moenia, per via della ciliegina sulla torta nel tris da leggenda a Kharkiv contro lo Shakhtar. Che Robin Gosens sia diventato fondamentale, tra sgroppaTe a sinistra e palloni in fondo al sacco, ormai lo sanno anche i muri degli stadi che assistono alle sue gesta a bocca spalancata.

GOSENS, LO SPINAZZOLA CHE SEGNA. Grazie a lui, a dispetto delle variazioni di modulo tutt’altro che impercettibili, tipiche dell’Atalanta di questi ultimi tre anni e mezzo che non si ferma mai né sta mai ferma, irrequieta e piena di slanci come il suo profeta in panchina, s’è potuta riformare la cosiddetta e rinomata catena di sinistra che per un paio d’annate aveva trovato in Leonardo Spinazzola il gregario ideale per dialogare di là col Papu Gomez, poi spostatosi a tuttocampista. Solo, non chiamatelo difensore goleador, il tedesco, notoriamente e disinformatamente il più prolifico di un ruolo che non è il suo. Non lo è più, da terzino d’origine, da quando veste il nerazzurro.

GOSENS, L’ALA AGGIUNTA. Se in un 3-4-3 rigorosamente gasperiniano il crucco di sangue olandese è uno dei due pendolini obbligati, quando il Papu s’accentra, in corso d’opera o come da copione di partenza, diventa sostanzialmente un’ala. Anzi, l’ala sinistra e basta. Perché più che mettere palloni, cosa che comunque è nei suoi istinti, taglia verso l’area e la porta. Provandoci con voluttà. E perché dall’altro lato è Josip Ilicic ad allargarsi a puntare il vertice, lasciando ben poche volte ad Hans Hateboer , lui sì molto più “difensore” di Robin, l’incombenza di cercare la profondità e la linea di fondo. Anche per via di piedi non proprio educatissimi e rotondi.

GOSENS, GOLEADOR AGGIUNTO. Gosens, al contrario, oltre a essere un esimio saltatore, ha raddrizzato i propri non poco. Trovando comunque gli automatismi perfetti col tulipano schierato a destra nei giochi da quinto a quinto, come usa dire nel gergo di chi schiera la difesa a tre facendo correre e ballare tutti gli altri. Primissima dimostrazione dell’assunto, la zuccata perentoria capace di riaprire il discorso all’andata con la Spal. Uno Spinazzola mancino che la mette, in parole povere. Non chiamatelo più terzino o difensore, questo è uno che fa le veci di un qualunque attaccante quando le bocche da fuoco pagate per gonfiare la rete hanno le polveri bagnate. Lui, le sue, le accende in un amen.

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