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Andrea Agnelli? Forse inizia ad aver paura di club come l’Atalanta

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Le dichiarazioni del presidente della Juventus hanno scatenato reazioni a catena nell’ambiente calcistico. Ecco il nostro punto di vista

Inutile girarci troppo attorno. Le dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente della Juventus Andrea Agnelli non sono passate inosservate e in brevissimo tempo hanno fatto il giro d’Italia, suscitando le reazioni non solo del popolo bergamasco, che si è sentito chiamato in causa ed è immediatamente intervenuto a difendere la squadra della propria città, ma anche quelle del mondo del calcio in generale, con molti opinionisti neutrali schierati a fianco della Dea (da Biasin, a Sconcerti e via dicendo) così come diversi altri personaggi (fra cui Gene Gnocchi il quale attraverso twitter ha augurato all’Atalanta la vittoria della Champions League, con festeggiamenti a Torino).

LA DICHIARAZIONE. A suscitare i principali malumori in Bergamo e provincia, è stato in particolar modo questo interrogativo: “E’ giusto che l’Atalanta sia in Champions League dopo una sola stagione positiva?”. Il numero uno bianconero ha anche aggiunto di rispettare il sodalizio presieduto da Antonio Percassi, ma rimprovera alla Dea il fatto di non avere una storia internazionale. Andrebbe però ricordato al numero uno bianconero che l’Atalanta non si trova in Champions League per una casualità, ma perché nella stagione precedente ha raggiunto i traguardi prestabiliti chiudendo la Serie A al terzo posto e qualificandosi direttamente alla fase a gironi. Questo grazie alla variazione al regolamento – avvenuta a partire dal 2018/2019 grazie alla spinta dei principali top club europei, fra cui anche la Juventus – che prevede che le prime quattro squadre delle quattro nazioni con il ranking più alto accedano direttamente alla fase a gironi della Champions League. Ma forse Agnelli se l’era già dimenticato…

PRESSIONI PER UNA SUPERLEGA? Tutto questo spinge esclusivamente verso un’unica direzione, ossia quella di un’unica Superlega europea che raccolga al proprio interno i principali top club europei e che possa assicurare sempre duelli fra società blasonate e di conseguenza stadi gremiti e, soprattutto, tifosi di tutto il mondo incollati davanti ai televisori (con vendita dei diritti televisivi a cifre spropositate).

OPPURE PAURA DI UN FALLIMENTO? Oltre al passaggio sopracitato, la sensazione è che in casa bianconera si inizi invece ad avvertire un certo timore. Un timore chiamato fallimento, soprattutto alla luce degli investimenti fatti. Nelle ultime otto stagioni, la Juventus ha vinto altrettanti scudetti ed ha centrato due finali di Champions League, mentre quest’anno sta incontrando maggiori difficoltà. In campionato l’Inter e una sorprendente Lazio stanno rendendo la vita molto dura alla squadra allenata da Maurizio Sarri, in Coppa Italia si giocherà – anche se non si sa quando – l’accesso alla finale con il Milan, mentre in Europa dovrà ribaltare l’1-0 di Lione e anche qui non sarà facile capovolgere la situazione.

O PAURA DELL’ATALANTA? Dichiarazioni di facciata a parte, la sensazione è anche quella che Andrea Agnelli stia cercando di spostare l’attenzione su altri fronti cercando di insabbiare il momento poco positivo dei bianconeri. La realtà dei fatti dice che la Juventus dovrà vincere con due gol di scarto contro il Lione nel match di ritorno, altrimenti dovrà dire addio al sogno Champions League già agli ottavi di finale, mentre il Napoli si giocherà il passaggio del turno in casa del Barcellona dopo l’1-1 del San Paolo e l’Atalanta dovrà difendere al Mestalla il 4-1 di San Siro. Con la conseguente possibilità che ai quarti ci sia solo l’Atalanta a difendere i colori dell’Italia. E forse è proprio questa la grande paura di Andrea Agnelli. Quella di vedere la sua Juventus superata in campo europeo da un’Atalanta in costante crescita da quattro anni.

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