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La grinta di D’Amico: “Le bandiere non si toccano. I tre del Verona? Nì”

Il neo direttore sportivo nerazzurro mette subito le cose in chiaro: “Europa o no, i giocatori che ci servono devono sentirsi orgogliosi”

Ilic l’ho portato io in Italia, ma è del Verona e resta un giocatore del Verona. Barak e Simeone? Grandi giocatori cui sono affezionato, ma al momento non sono nelle nostre idee”. Parte sparatissimo Tony D’Amico, che pur restando abbottonato in sede di presentazione ai mass media traccia le linee guida delle operazioni estive tra distinguo e smentite: “L’esclusione dalle competizioni europee può costituire un ostacolo all’inizio del calciomercato, ma all’Atalanta servono giocatori orgogliosi di venirci a giocare e vogliosi di crescere insieme”, la frase topica del neo direttore sportivo.

D’AMICO E LE BANDIERE. Su chi tira la carretta da anni, da Djimsiti a Zapata passando per Freuler, De Roon, Pasalic e Muriel, l’avvertimento del diesse è chiaro e limpido: “Chi ha dato tanto alla causa è ingiusto che venga messo in discussione se non sul mercato, che comprende tante variabili, non ultima la volontà dei singoli giocatori. Ma parlare di fine ciclo e di bandiere in vendita è improprio”.

D’AMICO, VERONA E IL MODELLO. “Per noi del Verona, che ringrazio insieme al mio ex presidente Maurizio Setti per la grande opportunità che mi ha offerto di partire da un ruolo più defilato (capo scout, NdR) fino alla promozione a direttore sportivo, l’Atalanta ha sempre costituito un modello di sviluppo sportivo in tutti questi anni”, ha continuano il quarantatreenne pescarese nativo di Popoli. “Il club nerazzurro è una grande chance, importante e difficile quanto stimolante”.

D’AMICO E LE LINEE GUIDA. Sui princìpi informatori della sua azione da dirigente delegato alle operazioni a tavolino, soprattutto sul fronte interno, l’ex Hellas ha già idee definite:
“La rosa è già competitiva e forte, anche se gli ultimi risultati possono avere una lettura ambivalente: dobbiamo essere lucidi, ma sappiamo di avere un grande allenatore, un grande gruppo e una società che vuole investire – continua -. Stiamo lavorando per rinforzare la squadra, l’investimento su Demiral è stato importante e lui è il futuro della squadra”.

D’AMICO E IL GASP. Sull’allenatore Gian Piero Gasperini, poche e sentite parole da D’Amico: “E’ una persona splendida che ci dà grandi spunti. La linea è monitorare, cercheremo di arrivare preparati alla prima parte del ritiro e cercheremo di seguire le linee di club e tecnico all’insegna della competitività – chiude -. Cambiaso è uno dei tanti nomi da valutare, ma sono più idee che ci danno i giornali. Non Essere in Europa può essere una minima difficoltà iniziale quando si cercano profili per far crescere la squadra, ma se uno ne ha voglia, viene lo stesso a prescindere dalle competizioni che si disputano”.

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