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26 agosto: compie gli anni anche Nuoto, la riserva del Trio Primavera

L’attaccante esterno di Gaeta, laureato in economia e commercio, chiuse tra i dilettanti dopo tre stagioni atalantine tra ’52 e ’55

A un certo punto, visto che a livello di serie A non aveva il posto fisso in squadra, il secondo compleanno del giorno di Sant’Alessandro si laureò in economia e commercio preferendo proseguire e chiudere tra i dilettanti. L’allenatore Luigi Ferrero, già sulla panchina del Grande Torino, se l’era portato dietro dalla Lucchese. Lui, in cambio, in tre stagioni di Atalanta, tra il ’52 e il ’55, allenato poi dal febbraio ’54 dalla vecchia bandiera Cesco Simonetti e quindi da Cina Bonizzoni, la mise tre volte da riserva fissa di Luigi Brugola, l’ala sinistra titolare nonché terzo del “Trio Primavera” con Beppe Cadè ed Ennio Testa, quando i “dieci” erano Soerensen e Bassetto e il nove Paul “Rassi” Rasmussen. L’Udinese raggiunta da solo nel finale, il 29 novembre del ’53, e in precedenza il quarto della cinquina (a 2) alla Triestina il 2 dicembre dell’anno di approdo a supporto della quaterna di Paul Aage il mattatore. I tre soli lampi accesi sull’esperienza bergamasca da Giuseppe Nuoto detto Peppe o Peppino, altro festeggiato nerazzurro di oggi che prima dell’avvento di Marko Livaja era anagraficamente il secondo dietro Stefano Angeleri, il Gabbiano recordman di presenze (319) che fu suo compagno di squadra per premorirgli il 31 gennaio di dieci anni fa, spegne il 26 agosto la bellezza di 92 candeline. Originario di Gaeta, dove visse i primi calci al pallone tra gli schiamazzi di una splendida gioventù nello stadio in riva al Tirreno con una vista mozzafiato, l’ex punta esterna vive da anni ad Ardea in provincia di Roma.

NUOTO, METEORA TRIENNALE. Dal Formia al sogno dorato, per nuoto, prodotto d’eccezione della Polisportiva Gaeta 1931, ampiamente biografato con ponderosa raccolta documentaria da Erasmo Lombardi Di Perna, Nuoto sarebbe tornato immediatamente dalle sue parti, artista della pedata per hobby in squadre poco più che aziendali, lavoratore dipendente per guadagnarsi da vivere, nella Federconsorzi. Piovuto dai cieli toscani forte della credenziale dei 6 gol in 19 presenze, colui che aveva cominciato dalla Promozione da studente all’Istituto Nautico della sua città finì al Genoa praticamente senza giocarci. Il resto è ormai storia, compresa la convocazione dalla Nazionale italiana per le Olimpiadi di Helsinki, senza però rispondervi perché non se la sentiva di abbandonare la sua squadra in un momento di difficoltà. Un grande rimpianto, vissuto in mezzo a due grandi (anche della panchina) come Ferruccio Valcareggi, in futuro tecnico anche atalantino, e Tommaso Maestrelli: in Finlandia ci andarono, invece, i compagni di lì a poco, il terzino Titta Rota e il centrocampista-centromediano Giancarlo Cadè.

NUOTO NELLA BERGAMO ANNI ’50. Nel secondo dopoguerra, faticoso periodo della ricostruzione degasperiana, nella Dea c’era dunque spazio anche per i non autoctoni, purché referenziati. Il mentore-mister ci avrebbe lasciato le penne prima di lui. Alla presidenza c’era il senatore Daniele Turani, il superdirigente all’intersezione dell’Umberto Marino, dei Luca Percassi e dei Lee Congerton odierni era Luigi Tentorio che grazie a don Silvio Porisiensi raccattava il meglio di Danimarca e Svezia, vedi Hasse Jeppson nel ’51, preso a 35 milioni e rivenduto a 105 al Napoli di Achille Lauro. In campo, anche il compagni del calibro di Gaudenzio Bernasconi, poi finito alla Samp come Testa, e lo scricciolo istriano Ennio Lenuzza. Primo calciatore pontino a calcare il palcoscenico più luminoso del calcio nazionale, Nuoto era stato cercato dal Napoli, sua destinazione prediletta, e tra il Brembo e il Serio non andò benissimo: 28 timbrate di cartellino e, come ricordato in premessa, porta avversaria bucata tre volte col record della doppietta-lampo tra 82′ e 84′. Nelle casse della Lucchese erano finiti due milioni e mezzo, il suo stipendio mensile era di ottantamila lire con bonus sostanziosi (si fa per dire) in caso di vittoria: quarantamila per quelle in casa, settantamila per quelle fuori. Fuori dal professionismo, anche la Fedit Roma, il Civitavecchia, la Tevere Roma e il Pro Cisterna chiudendo trentunenne. Allenò Cisterna, Gaeta e Ceprano fino al ritiro a vita privata, nel 1990. Sposato con Marcella, ha avuto tre figli e qualche nipotino, che a quanto apprendiamo sarebbe il suo hobby preferito. Tanti auguri.

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