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Candeline di Ognissanti: auguri a Vallongo e Guarente

L’attaccante per una sola stagione e il mediano mancino mangiano la torta a Ognissanti: i compleanni del 1° novembre

Uno faceva l’attaccante (8 presenze e 2 palloni nel sacco in A, 170 e 52 in B, 84 e 25 in C, 60 e 36 in D) e ballò una sola stagione centrando la promozione in A nella primavera del 1971 con Giulio Corsini in panchina. L’altro il mediano, di piede mancino, integrandosi benissimo col regista puro Luca Cigarini sotto Gigi Delneri e da 93 presenze con 3 gol dal 2007 al 2010 fino alla retrocessione col passaggio a Siviglia dopo aver fatto le giovanili dai 14 ai 19 a tiro del quinquennio nella società satellite del Margine Coperta. Spendono le candeline a Ognissanti, alias 1° novembre, Luigino Vallongo, che ne compie 79 e allenò poi il Leffe, e Tiberio Guarente, 37 oggi, ritiratosi trentenne a Empoli quando c’era Maurizio Sarri e ora pescatore, sposo della giornalista Giuliana Reda e papà di Valentina ed Enea nel luogo dell’anima in mezzo all’Arcipelago Toscano.

VALLONGO, DA BERGAMO AL LEFFE. Nativo di Terralba (Oristano) e svezzato nell’Aullese, Vallongo non era da grandi numeri: 32 match e 6 gol in B, 4 in Coppa Italia. Nel 1985/86, subentrato a Giorgio Maestroni senza evitare la retrocessione in Interregionale, all’attivo la panchina dei Lanieri targati Maurizio Radici, futuro (e ora ex) consigliere nerazzurro, con l’ex Marzio Lugnan, Giacomo Ferrari e Beppe Signori. Nell’area tecnica, un campionato semipro con la Juve Domo (’88) e una Coppa Italia dilettanti col Savona (’91), oltre Pro Vercelli, Rhodense, Olbia, Legnano, Novara e Lecce, prima di fare il vice di Nedo Sonetti, dal ’98 al 2007, con Lecce, Brescia, Salernitana, Cagliari, Palermo, Ancona, Catania e Ascoli. Col piombinese il sodalizio c’era già stato in campo allo Spezia (1964-1967) e alla Reggina (1967-1970). A segno contro Catanzaro, Como, Reggina, Taranto, Ternana e Casertana, meno di Adelio Moro (10) e Giovanni Sacco (7), il centravanti che fu avrebbe proseguito con Como, Palermo (’72-’73, unica esperienza in A), Arezzo e Vigevano chiudendo a 33 autunni Tra i compagni, anche un baby Antonio Percassi ridotto alla comparsata dell’esordio (da stopper, numero 5) il 21 febbraio ’71 nel 2-2 casalingo col Bari.

GUARENTE E IL PROFESSORE. In realtà il nativo di Pisa cresciuto nella cittadina Turris, oggi consigliere comunale della sua Isola di Capraia (Livorno) dove il padre Gaetano, scomparso a novembre del 2017, era stato sindaco per 14 anni, al Ciga era così affezionato da averci giocato insieme (poco) pure al sole andaluso. Al primissimo giro di corsa, con Stefano Colantuono, il reparto era privo di un vero metronomo tra Tissone, De Ascentis e Padoin. Triturato dal mega avvicendamento di mister (Gregucci, Conte, Bonacina e Mutti), adios. Dal 2004 al 2007 all’Hellas Verona, superata la poliradicolonevrite acuta idiopatica che nel 2005 lo ridusse sulla carrozzina, in una decina scarsa di anni pieni al netto dei guai fisici non sono davvero brutte cifre 219 partite, 6 palloni nel sacco, di cui due al Bologna e l’altro al Catania (di destro) da atalantino, due su tre da match winner, più 23 assist (19 in nerazzurro) nella carriera da professionista. Auguri.

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