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Padoin e le tre meteore: altre candeline nerazzurre

Il 18 marzo non è soltanto festa per Gollini. Oltre al portafortuna ex juventino, ecco Nica, Bonfanti e “Cicciobello” Valenciano

Non solo Gollini. Il 18 marzo è anche il compleanno numero 35 di Simone Padoin, jolly di centrocampo che all’Atalanta è stato qualcuno, fino a guadagnarsi la lauta pagnotta e alcune belle fette di gloria alla Juventus. Al Cagliari, nell’anticipo di venerdì scorso con la Fiorentina, tanto per gradire ha anche fatto un mezzo regalo alla squadra che l’aveva visto crescere, smorzando il possibile 2-2 in rimonta di Federico Chiesa: viola a 38 e in forte ritardo nella corsa all’Europa League. Al “Pado” si aggiunge un terzetto assortito di meteore: in ordine di anzianità anagrafica, Ivan René Valenciano (47 anni), Arnaldo Bonfanti (41) e Constantin Nica (26).

PADOIN. Giunto a Zingonia quindicenne dal Donatello di Udine, il ragazzo di Gemona del Friuli vi fa ritorno nell’estate 2007 dopo il quadriennio a Vicenza in compartecipazione in cambio di Michele Marcolini e Antonino Bernardini. Fino alla cessione ai bianconeri nella sessione invernale 2012, agli ordini di Luigi Delneri e Stefano Colantuono, 161 presenze e 12 gol di cui 5 e 2 in Coppa Italia, 107 e 3 nella Juve con cui ha vinto 5 scudetti di fila (2011-2016) e 3 Supercoppe Italiane (2012-13-15), 89 e 2 a Casteddu. Nel palmares, anche gli Europei Under 19 a Liechtenstein 2003 e la Coppa Italia Primavera lo stesso anno.

IL CICCIOBELLO DEL GOL. Inappagata sotto le Mura, per il colombiano Valenciano, la fame di palloni sempre spinti invece a raffica nel sacco in patria. Nel natìo Junior Barranquilla, in primis. Poi con Deportivo Veracruz, Monarcas Morelia, Independiente Medellín, Atletico Bucamaranga, Deportivo Cali, Gama, Real Cartagena, Union Magdalena, Deportes Quindío, Olmedo, Millonarios, Centauros e Alianza Petrolera: scarpe al chiodo a quota 39, ben più di due centinaia di reti all’attivo (13 il 29 match in Nazionale). Zero a Bergamo, perché nel settimo posto a Uefa sfiorata da Marcello Lippi l’incombenza era di Maurizio Ganz, Roberto Rambaudi e Carlo Perrone. Per lui, che secondo la leggenda si ruppe calciando una palla medica in allenamento, zero in 7 presenze (2 in Coppa Italia col Venezia) di cui 1 sola dall’inizio, col Parma, nel 2-1 casalingo del 6 settembre ’92. La risolse la coppia titolare…

BONFANTI. Nato a Monza e residente a Cenate Sotto, prodotto del vivaio, il difensore centrale Bonfanti entra al 78′ per Andrea Sottil 15 dicembre 1996 in Atalanta-Piacenza ed Emiliano Mondonico gli concede solo altre sette panchine. Una carriera da giramondo, carismatico e amatissimo in provincia: Alzano Virescit, Reggiana, Castelsangro, Fermana, Chieti, Novara, Lecco, Sambenedettese, Pergolettese, Colognese, MapelloBonate, Brusaporto, Gavarnese e San Paolo d’Argon ormai quarantenne.

NICA. Il ’93 di Afumati, prelevato dalla Dinamo Bucarest nell’estate 2013 per un milione e mezzo di euro, è uno delle scommesse non mantenute della reggenza Pierpaolo Marino. Essenzialmente un terzino, di preferenza a destra dove però si sforzava di calciare a piede invertito, si vede regalare dal Cola 7 match in campionato (dal kick-off con Inter, Bologna e Verona: 6 punti su 9) e 3 di Coppa Italia. Da inamovibile con Bari, Sassuolo e Napoli, fino all’ottavo secco del “San Paolo”. In seguito, i prestiti a Cesena, Latina, Avellino e Dinamo, ritorno alle origini sublimato dallo svincolo e dalla nuova avventura dalla sessione invernale 2019 nelle file del Dunarea Calarasi.

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