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Stasera l’Italia tifa Atalanta, vincere a prescindere da Guardiola

Dopo l’eliminazione dell’Inter, all’Atalanta il compito di essere la terza italiana qualificata in Champions

E’ la notte della storia, per l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, pronta ad affrontare lo Shakhtar Donetsk nell’ultima – decisiva – gara del Gruppo C di Champions League. O dentro, o fuori: non ci sono soluzioni… alternative. Così potremmo sintetizzare dunque il copione della sfida odierna. Per una Dea padrona del proprio destino, o quasi.

CHAMPIONS – Per passare e sognare, si deve vincere (ovviamente) e sperare che la Dinamo Zagabria – contro il Manchester City – non faccia altrettanto. Si gioca in terra croata, ma difficilmente la squadra di Guardiola sbaglia tre partite di seguito (in Champions viene da due pareggi). E se le motivazioni faranno la differenza, con un City già ampiamente agli ottavi, ci appelliamo alla sana legge dello sport. E della lealtà.

EUROPA LEAGUE – Per passare, in questo caso, all’Atalanta basta vincere e… basta. Anche se vincesse la Dinamo, sarebbe Europa. Ma con la e minuscola: tre punti per scavalcare proprio lo Shakhtar e rendere con gli interessi la beffa della gara d’andata. Un traguardo, quello dell’Europa League, già di per sé straordinario: perché in Europa si cresce comunque, e fino alla terza giornata d’andata l’avevano data tutti (o quasi) per spacciata, la Dea.

La chiosa del nostro approfondimento la dedichiamo ai colleghi inviati al seguito della squadra orobica, in terra ucraina (tra cui la nostra inviata, Marina Belotti). Giunti a destinazione dopo un interminabile viaggio di un giorno o anche più, tra atterraggi d’emergenza e spostamenti via terra. Lo avevo scritto qualche giorno fa: “Loro hanno già vinto” (leggi qui l’approfondimento). Affinché la favola sia da ‘libro cuore’ serve l’ultimo passaggio, e deve compierlo l’Atalanta in campo: una vittoria per rendere tutt’altro che pesante il viaggio di ritorno. E quello si che sarebbe un bel fuori programma…

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