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Scopriamo lo Sheriff, il club dei separatisti transnistriani

E’ la prima compagine moldava della storia a centrare questo traguardo

La curiosità della maggioranza dei tifosi, almeno legata all’esotismo del nome, ieri sera sarà sicuramente stata legata al nome dello Sheriff Tiraspol, una volta chiaro il quadro completo del girone. Molti, forse, nemmeno avevano mai sentito nominare questa formazione moldava, primo club del proprio Paese a partecipare ai gironi di Champions.

La situazione geopolitca del club, a onor del vero, è tutta particolare. Lo Sheriff è infatti rappresentante della Transnistria, territorio separatista mai ufficialmente riconosciuto e situato a metà tra Ucraina, Romania e Moldavia. In quella zona detta legge una moneta diversa al Leu moldavo, e si parla russo. Una situazione assai spinosa, se si considera che ai tempi della guerra civile (1992) la regione autonoma stessa si schierò al fianco dei sovietici stessi. Tutti aspetti da valutare anche per chi vorrà, eventualmente, andare in trasferta a Tiraspol: la Farnesina consiglia massima cautela in merito.

LA SQUADRA  Le imprese sul campo della squadra locale, sicuramente, avranno reso orgogliosi un po’ tutti da quelle parti. Per accedere al tavolo delle 32 top d’Europa ha dovuto sgomitare lungo ben quattro turni, escludendo dalla corsa alla Coppa dalle Grandi Orecchie squadre ben più quotate come Stella Rossa e Dinamo Zagabria, peraltro vecchia conoscenza dell’Atalanta solo un paio d’anni fa.

Formazione guidata dall’ucraino Vernybud, sviluppa un sistema di gioco in linea con i parametri tipici del calcio europeo, proponendo un 4-2-3-1. Senza nomi particolarmente conosciuti in campo, ha nel suo uomo di maggior qualità il greco Kolovos, centrocampista ex Panathinaikos con all’attivo una manciata di presenze anche in Nazionale. In avanti il pericolo numero uno è capitan Castañeda, molto forte nell’attacco alla profondità e seguito da un procuratore italiano, Maurizio Preziosi. E’ colombiano come Muriel e Zapata, con cui probabilmente scambierà molto volentieri la sua maglietta a fine gare. La rosa non presenta moltissimi calciatori autoctoni: sono infatti solo 7 i moldavi a disposizione su un totale di 30 elementi.

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