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Boga e le tante chiacchiere: i possibili pro e contro sull’acquisto

L’esterno del Sassuolo è da tempo nel mirino dell’Atalanta, ma vive un momento complicato

Jeremie Boga è accostato all’Atalanta ormai da almeno un paio di sessioni di mercato, con gennaio ormai alle porte. Elemento sicuramente di valore e qualità, il suo eventuale acquisto può però portare a tutta a una serie di riflessioni, soprattutto perchè il Sassuolo è tradizionalmente bottega non particolarmente economica. Proviamo, nelle righe a venire, a elencare una serie di possibili pro e contro che contraddistinguerebbero un suo eventuale approdo sotto l’ombra della Maresana.

POSSIBILI PRO

– Il profilo tecnico  A livello di caratteristiche, è inutile negarlo, il profilo dell’ivoriano può rappresentare l’ideale o quasi per completare la batteria offensiva in dote a Gasperini. Dal momento della separazione da Gómez, che pure ha peculiarità e attitudini diverse dall’ex Rennes, è evidente la mancanza di una “virgola” in grado di apporre efficacia importante nell’uno contro uno. Il giocatore mostra, peraltro, buona attitudine al dialogo e capacità di aiuto anche per quello che riguarda rifinitura e costruzione del gioco, visto che non si limita a agire solo sul binario laterale, anche per andare a trovarsi nuovi spazi. Un aspetto che può aumentare ulteriormente l’imprevedibilità di uno spartito apparso, in alcuni ultimi frangenti, più leggibile agli occhi degli avversari rispetto al passato.

– I grossi margini ancora inespressi  Pur essendo un calciatore assolutamente valido, il ragazzo nato e cresciuto a Marsiglia non ha mai del tutto mostrato continuità negli anni, forse ad eccezione di 2019/20 che lo aveva visto assoluto protagonista, soprattutto nel periodo precedente allo stop per il Coronavirus. Il suo approdo sarebbe, senza dubbio, una sfida molto interessante per Gasperini, che negli anni ha saputo far andare oltre limiti di rendimento impensabili giocatori molto talentuosi che negli anni non si erano però mai resi protagonisti del vero salto di qualità. Per info ulteriori rivolgersi a Muriel e, soprattutto, Josip Ilicic, rilanciato dopo essere andato via da Firenze quasi tra il sollievo dei tifosi viola.

– La conoscenza del campionato  Altri nomi, nei mesi passati, sono stati fatti per questo tipo di ricerca: dall’ormai prossimo viola Ikonè, ieri nella città gigliata per le visite mediche, all’israeliano Solomon. Rispetto a loro Boga ha il vantaggio di conoscere da tempo il campionato di Serie A, in cui peraltro sembra aver trovato una dimensione di un certo tipo dopo le prime esperienze non devastanti tra Francia, Spagna e Inghilterra. Un aspetto forse semplicemente legato all’età, visto che prima di approdare nel Bel paese era davvero un ragazzino, ma comunque non trascurabile.

POSSIBILI CONTRO

– Le difficoltà degli ultimi mesi  Investire a gennaio sul mercato, a detta di tutti gli addetti ai lavori, può essere un movimento partorente qualche piccola incognita, soprattutto se si parla di calciatori reduci da periodi, per qualunque motivo, non troppo brillanti. Jeremie Boga, che a agosto sembrava centralissimo nel progetto di Dionisi a Sassuolo, ha pian piano perso peso nelle dinamiche neroverdi, nonostante lo sviluppo sulle corsie laterali sia cercato con ancora più insistenza rispetto all’interregno di De Zerbi, passato a maggio allo Shakhtar. Nei giorni scorsi lo stesso tecnico senese ha dipinto Boga come un: “ottimo ragazzo, ma che in questo momento, probabilmente anche per le voci di mercato, in questo momento non sa nemmeno dove si trovi con la testa”. Volare verso altri lidi, forse, potrebbe invertire alcuni fattori e migliorare il rendimento del prodotto di scuola Chelsea, ma il fatto di non aver giocato molto potrebbe anche “regalare” qualche piccolo problema in termini di condizione fisica, unito al già non facile adattamento che ogni calciatore deve fronteggiare quando si trova a conoscere da vicino i dettami del tecnico grugliaschese.

– Lo spettro della Coppa d’Africa  Tutti speravano nella sospensione della tanto discussa competizione che si terrà, invece, regolarmente in Camerun dal giorno dell’Epifania fino al prossimo 6 febbraio. Non c’è la certezza al 100% che Boga vi partecipi, visto che il ct Beaumelle deve ancora ultimare la definitiva scrematura dai 28 attuali preconvocati. Le chance di vederlo prendere parte alla kermesse del Continente Nero , ad ogni modo, sono tante, e la Costa d’Avorio è senza dubbio una delle principali contendenti per il titolo. Questo vorrebbe dire rischiare, anche solo se Gli Elefanti superassero il girone, di avere il giocatore a disposizione solo attorno all’inizio di febbraio, con annesso il potenziale problema della quarantena da effettuare al ritorno, visti anche i poco confortanti dati che la pandemia sta facendo trasparire ormai giorno dopo giorno.

– I contorni dell’operazione  Il livello dell’Atalanta, ormai riconosciuta a pieno titolo anche a livello europeo, obbliga in qualche modo a spingersi su acquisti più onerosi nel tempo, anche complice la crescita di tutta la dimensione del club, proprio a livello di solidità e crescita societaria. Resta il fatto che l’eventuale realizzazione dell’operazione Boga porterebbe a un esborso molto importante (il Sassuolo, che non ha bisogno assolutamente di vendere e fare cassa, chiede 25 milioni), per un calciatore che dovrà comunque dimostrare di valere appieno il posto in una big del campionato. Il rating della squadra è ormai molto alto, e su qualsiasi nuovo arrivo privo di militanza internazionale di prim’ordine è quasi necessario avere qualche riserva: non per una questione di attitudine pessimistica, ma perchè semplicemente far parte di questa squadra richiede, anche a livello di conoscenze di gioco, un numero notevole di oneri e responsabilità. Così parlò in merito, a suo tempo, Gasperini quando fu ceduto Kulusevski alla Juventus, esprimendosi così: “Giocare qui è dura. Un conto è la prospettiva, perché sono convinto diventi un grande giocatore, ma nell’Atalanta fai fatica a prendere il posto a chiunque”. 

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