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Gasperini alla carica della Fiorentina: “Ci conosciamo, dobbiamo fare un gol in più”

“La logica resta sempre di fare un gol in più. Oltre la solidità che ci può dare uno Hien in più, mi aspetto molto dagli attaccanti da qui alla fine”. La vigilia della Fiorentina come chiamata alle armi di chi è pagato per metterla, by Gian Piero Gasperini.

Domani è il primo tempo…
“Assomiglia ai turni delle coppe europee. Si mettono le basi per il ritorno, è la prima parte e ha un’importanza notevole di suo. Dovremo fare un’ottima prestazione”.

La partita che sarà.
“Sono due squadre che si conoscono bene e hanno caratteristiche ben precise. Siamo in un buon momento ma dovremo stare attenti: la Fiorentina è una squadra di valore, servono concentrazione e fiducia al meglio delle proprie possibilità”.

Siete in corsa su tre fronti…
“E l’unica preoccupazione sono gli infortuni, perché ci sono tante partite ravvicinate. Ci accorgiamo di stare vivendo un momento molto particolare ed esaltante: possiamo rendere la stagione molto, molto positiva”.

Coppa Italia: capitolo “trofeo che manca”…
“Ho sempre detto che è il più fattibile per l’Atalanta, non ho mai pensato di poter vincere lo scudetto contro avversarie che chiudono a novanta o cento punti, oppure la Champions o l’Europa League. Siamo arrivati in finale due volte, questa è la quarta volta in semifinale negli ultimi sei anni. Il percorso è molto valido, non so dove atterreremo: di sicuro non serve lo scudetto a certificare la bontà di quanto abbiamo fatto. Abbiamo tanti record dalla nostra. La Coppa Italia è anche l’unica sollevata nella storia societaria, nel lontano 1963”.

Quali sono le priorità tra il trofeo e la Champions?
“La Champions è il traguardo più ambito dal punto di vista economico, l’Europa League è funzionale comunque al mantenimento di un ranking alto. La Coppa Italia è teoricamente la più raggiungibile. Esserci qualificati tante volte nelle coppe europee dà un valore altissimo al nostro lavoro”.

De Ketelaere, varie ed eventuali: ci sono molte alternative.
“Per domani non c’è, vediamo la prossima. Il turnover è dovuto alle tante partite messe in fila dal calendario. E’ indispensabile che tutti rispondano bene, s’è creata una chimica positiva. Mantenere certi livelli anche sul piano fisico è determinante. Non ci sono stelle indispensabili, abbiamo tanti giocatori che sono utili alla causa”.

La chiave della prima semifinale quale sarà?
“Per come la penso io, se fai un gol in più vinci. L’obiettivo rimane quello, segnare tanto ti dà una spinta e a Napoli siamo anche andati oltre un pareggio che alla vigilia pareva già un gran risultato. In attacco abbiamo tutti i giocatori che stanno facendo bene, Miranchuk, Scamacca, Lookman e speriamo anche Touré, che in Nazionale è reduce da due go in due partite. Di qui a fine stagione dovremo conservare una buona solidità, di cui Hien è un esempio essendo arrivato a gennaio a colmare le carenze numeriche della difesa, e la prolificità in avanti: in campionato quest’ultima è decisiva per raggiungere una classifica alta, dagli attaccanti mi aspetto molto per scalarla”.

La squalifica per due giornate significa il portafortuna Gritti in panchina.
“Tullio è un amico e ho detto tutto. Siamo insieme da talmente tanto tempo che ormai ci intendiamo al volo. Mi dispiace perdere le due semifinali per un episodio di Gabbia su De Roon su cui avevo chiesto l’intervento del Var: dalla tribuna si vede meglio, per cui…”.

Scalvini e i tempi di recupero?
“Per Scalvini pensavo peggio, ci vorrà qualche settimana. Carnesecchi è cresciuto giocando e facendo anche parate importanti e decisive per il risultato: gli serve ancora un po’ di ammorbidente sui piedi…”.

I dubbi di formazione.
“Per due o tre ruoli deciderò tra oggi e domani. A Napoli abbiamo fatto bene sul piano tecnico sbagliando meno passaggi: i cambi in formazione fanno trovare sempre gente pronta e al meglio della condizione, su quell’undici hanno pesato anche le Nazionali”.

Che partita sarà al “Franchi”?
“Italiano ha le idee molto chiare e la rosa ampia come la nostra. In campionato all’andata era stata una bella partita in cui avevamo creato parecchio, perdendo su una palla rimessa da noi dentro l’area, chiamiamolo un infortunio. Coi viola e con la Lazio avevamo lasciato punti sul campo in due scontri diretti”.

E’ possibile stilare un bilancio delle ultime annate? Qualche rimpianto c’è?
“In queste stagioni ci siamo giocati traguardi importanti fino all’ultimo. Il rammarico per l’Europa League è essere usciti due anni fa dopo aver pareggiato a Lipsia. In tre competizioni siamo dentro solo la Fiorentina e noi: se arrivi ad aprile essendo dentro in due è già un bel successo, essere in tre ci sta esaltando e avvertiamo l’importanza del momento”.

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