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Gasp, che personaggio: 12 mesi di frasi celebri

L’ultima della serie è la mezza sfuriata contro le rose ampie dopo la vittoria delle seconde linee nell’ottavo di Coppa Italia col Sassuolo. Qualcuno in sala conferenze allo stadio aveva osato chiedergli perché non avesse impiegato il fenomeno in sboccio Musa Barrow. A Gian Piero Gasperini, specie a bocce ferme, ne escono di bocca di memorabili. Il mentore dell’Atalanta dei sogni, quella che nella scorsa stagione aveva stupito tutti e stavolta dopo aver trebbiato le avversarie in Europa League sta prepotentemente riprendendo quota anche sul fronte interno, è un tipo che lascia il segno. Tra i soffiati e i vibrati di una vocina acuta e incisiva da cartone animato, ecco un florilegio di frasi tranchant, mese per mese, del 2017 vicino al gong. Musica per le orecchie di atalantini e calciofili che amano i personaggi abituati ad andarci giù piatto, come si dice dalle nostre parti. A volte anche con la sua stessa dirigenza: di compromessi, del resto, si vive il giusto. Poi deve parlare il campo.

Gennaio
“Gagliardini è un calciatore dalle potenzialità importanti: l’intenzione era di non dare via nessuno fino alla fine della stagione, ma il mercato a volte raggiunge delle cifre impensabili e quando si va oltre ogni aspettativa ci si deve organizzare in modo diverso rispetto ai programmi. Petagna è stato straordinario anche oggi: è essenziale nel nostro gioco e anche se non segna molto va bene così(domenica 8, Chievo-Atalanta 1-4, ultima di andata).
Febbraio
“Non so cosa intendiate per grande squadra, come posizione di classifica noi in questo momento lo siamo. Io qua sto molto bene, sono appagato e gratificato. Stiamo facendo un bel lavoro, la società mi ha accolto benissimo, è l’ambiente ideale: siamo lì meritatamente, il nostro è un campionato da big” (sabato 18, Atalanta-Crotone 1-0).
Marzo
“Abbiamo preso una lezione che ci insegnerà ad affrontare al meglio le 10 partite mancanti, la nostra stagione resta comunque straordinaria. Oggi abbiamo preso i primi 3 gol su calci piazzati, poi l’Inter è stata devastante. Non abbiamo giocato con la stessa attenzione di Napoli, ma non vogliamo sciupare una stagione per un partita: la posta in palio per noi è diventato altissima, ci confrontiamo con le big alla pari, quindi ce la giocheremo fino alla fine” (domenica 12, Inter-Atalanta 7-1).

Aprile
“Freuler ha fatto un grande inserimento sul gol, siamo stati molto propositivi contro una squadra fortissima e dalla qualità straordinaria. Sul gol di Alves mi sono arrabbiato con me stesso per non aver tolto prima Spinazzola, che era in difficoltà specialmente sulle palle alte. Hateboer era necessario in una sfida in cui concedere poche linee di gioco e ripartire: per una buona metà ci siamo riusciti benissimo, se l’avessimo fatto per novanta minuti la Juventus saremmo noi(domenica 30, 2-2 in notturna con la capolista che poi vincerà lo scudetto).
Maggio
“Mi sono accorto che avremmo potuto qualificarci all’Europa League con la vittoria di Napoli nel girone di ritorno, ma anche la sconfitta con l’Inter, l’unica dopo il giro di boa, ci ha trascinato al traguardo: c’eravamo impegnati a finire davanti e ci siamo riusciti. Il Chievo ha dato spazio a molti giovani, magari non aveva grandi motivazioni ma ha disputato una bella partita di fine stagione. Non ti capita di commuoverti durante la stagione, ma quando arrivi ai saluti e tra quaranta giorni magari qualcuno va e altri vengono succede eccome: ho tirato le budella ai miei giocatori, devo moltissimo a loro perché hanno fatto gruppo” (sabato 27, ultima del campionato 2016-2017).
Giugno
“Ho saputo che Davide Nicola passava da Arenzano e l’ho voluto raggiungere. Sta facendo un’impresa incredibile come quella che ha compiuto col Crotone, del quale avrei voluto mettermi la maglia perché sono molto legato alla città e alla squadra” (sabato 17, sulla penultima tappa del “Giro d’Italia” del collega, pegno da pagare per la salvezza e spot per la sicurezza stradale).

Luglio
“Bisogna azzerare la stagione precedente e ripartire senza farsi illusioni. L’entusiasmo del pubblico, già avvertito in ritiro a Rovetta, è davvero incredibile, ma come l’anno scorso dobbiamo partire da zero e trovare gli obiettivi strada facendo” (domenica 16, dopo il saluto della squadra allo stadio e il test con la mista della Valle Seriana). “Ci sta perdere certi giocatori, ma se continuiamo così dovremo ridimensionarci” (lunedì 31).
Agosto
Gli addii di Conti e Spinazzola non erano preventivati. Leonardo è ancora un nostro giocatore, in questo momento non c’è e devo pensare a come giocare senza. Sono dispiaciuto, anche per lui, è il tormentone dell’estate che riguarda anche altri giocatori: sono giovani, ma maggiorenni con potere decisionale, prevale sempre il dio denaro per tutti. Queste forzature riflettono le scelte dei grandi e i ragazzi crescono con quello che gli viene trasmesso” (sabato 19, prepartita con la Roma).
Settembre
“Il Crotone spesso fa giocare male tanti. La gara non era semplice, l’abbiamo resa agevole noi. Le proporzioni del punteggio (5-1, ndr) sono figlie della qualità, soprattutto di Ilicic, Petagna e Gomez. Abbiamo subìto gol per eccesso di confidenza, ma dal mio punto di vista è meglio proporsi e cercare l’intesa piuttosto che badare a difendersi e basta” (mercoledì 20).

Ottobre
“A un certo punto della scorsa stagione vincemmo sei partite di fila, ma i paragoni non hanno senso, altrimenti dovremmo scomodarci a pensare dov’era l’Atalanta due o tre anni fa. Abbiamo una buona classifica, adesso inizia un altro ciclo di ferro” (sabato 14). “Non si possono avere dei cali come quello che abbiamo avuto all’inizio del secondo tempo, l’abbiamo buttata via al di là dei meriti della Sampdoria. Non abbiamo la fame e la voglia di arrivare al risultato. A volte ci specchiamo troppo” (domenica 15). “Ilicic deve gigioneggiare meno, noi dobbiamo evitare di complicarci la vita. Da lui pretendo molto di più proprio perché è un giocatore di livello superiore. Ha le potenzialità per andare in doppia cifra, sotto porta può essere incisivo come il Papu. Invece lo è saltuariamente, tende a gigioneggiare: non possiamo permetterci di ricamare e abbassare i ritmi” (giovedì 19, 3-1 all’Apollon: gol in apertura e assist del 3-1 a Freuler per lo sloveno).
Novembre
“Gli attaccanti devono alzare l’asticella, perché davanti abbiamo bisogno di più concretezza: ci mancano i gol, gli assist, le occasioni in area, i cartellini gialli per gli avversari, i rigori procurati e tutte quelle situazioni che i giocatori d’attacco devono darci. Altrimenti facciamo tutti più fatica” (domenica 26, alla vigilia del match col Benevento).
Dicembre
“Il mio è un messaggio di rottura, perché è una situazione che mi è stata imposta ma non mi piace: anche se dal campionato alla Coppia Italia ho cambiato undici elementi su undici, qualcuno resta a guardare. Non si gioca in quindici, e noi normalmente siamo in ventisei” (mercoledì 20, post Atalanta-Sassuolo 2-1).

 

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