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Atalanta, la storia di Paleni: “Trent’anni fai rischiai la vita a Zingonia”

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L’ex attaccante nerazzurro ricorda due sfortunati episodi che gli negarono la Serie A con la sua squadra del cuore bergamasca

Il 18 marzo 1990 Ulisse Paleni, neo attaccante dell’Atalanta, sta vivendo un sogno: dopo tanti anni in Serie C2 fa il suo esordio nella Prima squadra bergamasca in Serie A, nella gara persa contro il Bari per 4-0. Ma quello che doveva essere l’inizio di un lungo e radioso cammino, diventa ben presto un incubo. Dodici giorni più tardi infatti, come racconta a L’Eco di Bergamo, il ventiseienne Ulisse si sta allenando a Zingonia in una partitella sotto la guida di mister Emiliano Mondonico quando tutto divenne buio: “Una violenta pallonata mi colpì sulla tempia. Chiamai subito il massaggiatore: avevo mal di testa e io non avevo mai avuto il mal di testa”.

OPERATO D’URGENZA. “Andai negli spogliatoi Mondonico, Parretti, il preparatore, e Prandelli, mio compagno, mi dissero che avevo una brutta cera. Parretti mi portò in ospedale: durante il viaggio in auto continuai a vomitare. Quando mi vide, il professor Cassinari capì: emorragia interna cranica. Non mi resi subito conto: mi preoccupai quando mi disse che doveva rasarmi i capelli, perché li tenevo lunghi”.

LA RINASCITA.Dopo l’operazione, quattro giorni di terapia intensiva e altri dieci di ricovero: “Se non fossi corso in ospedale, dopo dodici ore sarei andato in coma irreversibile, sarei probabilmente morto o rimasto in stato vegetativo. Mi dissero che sarei potuto tornare a giocare dopo un anno, così mi allenai e nella Primavera del 1991 ero pronto”.

IL MENISCO ROTTO. Pronto a tutto ma non a quello che gli capitò, colpito ancora una volta dalla sfortuna: “Ero pronto a tornare in inverno a Bergamo: ma, proprio dopo un’amichevole con i nerazzurri, il ginocchio mi si gonfiò, mi dovetti operare al menisco e, per una serie di complicazioni, rimasi fermo fino a fine stagione. Il treno era passato. Ero riuscito a riprendere la mia storia in mano dopo avere visto la morte in faccia, ma un banale menisco spezzò la mia carriera”. Tanto rammarico per Paleni, ma anche la consapevolezza di avercela fatta: “Dopotutto, nel calcio sono stato sfortunato, ma sono vivo, sto bene e sono qui a raccontare la mia storia”.

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